Correva l’anno 1872 quando, con Regio decreto, Vittorio Emanuele II re d’Italia concedeva la possibilità a quindici paesi della provincia di Foggia di assumere una nuova denominazione: Rignano, cittadina della Capitanata, passò così alla sua attuale denominazione, ossia Rignano Garganico.
A 150 anni dall’istituzione del nuovo toponimo, l’ente Parco Nazionale del Gargano ha voluto regalare alla città tre binocoli panoramici. È un dono quantomai simbolico, quello che per mano del presidente dell’ente Parco Stefano Pecorella è stato offerto al vero balcone della Puglia, da cui si può scorgere distintamente Foggia, Monte Sant’Angelo, Manfredonia, Lucera, San Severo fino a Bari e alle Isole Tremiti. «Ora Rignano – commenta Pecorella – potrà guardare con speranza l’orizzonte di un futuro non più miope, ora può e deve puntare alla valorizzazione delle sue eccellenze, del suo panorama stupendo, della sua sede museale nella quale mettere in mostra la storia dei reperti di Grotta Paglicci e del centro di accoglienza ed educazione ambientale realizzato dal Parco Nazionale del Gargano».
A celebrare il compleanno di Rignano Garganico, oltre a Pecorella e al sindaco Vito Di Carlo, sono intervenute le massime autorità politiche e militari della Capitanata: il prefetto di Foggia Lucia Latella, il Presidente della Provincia di Foggia Antonio Pepe, il Vescovo della Diocesi di San Severo Lucio Renna e il Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri Antonio Basilicata. Agli ultimi cinque sindaci che si sono succeduti nella guida della cittadina sono state consegnate pergamene nel ricordo del servizio prestato nei confronti della comunità rignanese.


