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Domato dai Bersaglieri di Altamura l’incendio nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia

Questa mattina un incendio al Parco Nazionale dell’Alta Murgia in Puglia è stato domato da soldati del  7° Reggimento dei Bersaglieri di stanza ad Altamura (BA). I Bersaglieri impegnati in una esercitazione nel Poligono Torre di Nebbia che si trova nelle prossimità e in parte all’interno dell’area del Parco ha consentito un tempestivo intervento in collaborazione con Vigili del Fuoco, Corpo Forestale dello Stato e Protezione Civile.

La vasta area interessata è stata la zona di Masseria Monte di Pietra lungo la strada provinciale Corato – Bisceglie al km 19. Solo la presenza dei militari della Brigata Pinerolo ha consentito un rapido intervento scongiurando la possibile compromissione di una masseria vicina.

Il presidio di sicurezza antincendio assicurato dalla “Pinerolo”, attivo dall’inizio del mese di luglio, è attivato a seguito delle esercitazioni ed è un segno di tangibile utilità nel mantenimento degli equilibri ambientali. Infatti, i soldati oltre alle normali attività di addestramento, svolgono anche una importantissima funzione di monitoraggio della zona fungendo da sentinelle in grado di intervenire in tempi rapidissimi ed efficaci tanto che le ormai consolidate sinergie tra tutti i corpi dello Stato stanno creando un sistema efficiente di lotta al fenomeno degli incendi che distrugge ogni anno il nostro prezioso territorio. Due giorni fa sempre il 7° Bersaglieri ora dislocati ad Altamura è intervenuto per domare un altro incendio.

La calura di questi giorni con il vento sostenuto crea condizioni favorevoli a disastri ambientali di portata enorme che possono essere scongiurati grazie a uomini pronti all’intervento. Senza la presenza dei militari occorrerebbero ancora altri finanziamenti per garantire una pari efficacia.

In controtendenza, circa la situazione attuale sulle politiche di gestione futura dello stesso Parco, sembra ci siano movimenti organizzati  pronti a sottrarre parte delle aree di esercitazione alla Brigata pugliese, per un impiego alternativo della risorsa. In particolare si fa riferimento alle recenti idee che si dice siano circolate in merito all’estromissione delle Forze Armate dalle stesse aree. Alcune fonti informate sulla vita delle attività delle Forze Armate locali avvisano che senza la possibilità di potersi esercitare, la Brigata non potrebbe più garantire di rimanere nella Regione.

L’ipotesi di lasciare la Brigata senza Poligono di addestramento sarebbe da evitare soprattutto per la salvezza del’economia regionale. Facciamo due conti. Se consideriamo che la Brigata è composta da circa cinquemila uomini e donne, ciascuno di loro forse è sposato oppure ha mediamente almeno un figlio si può facilmente sostenere che ci sono due o forse più stipendi per soldato: si calcoli almeno due mila per il soldato e mille per il secondo familiare. Facendo una semplice operazione possiamo considerare che l’apporto economico per i soli redditi da stipendio consistono in non meno di 15milioni di euro mensili. Ci si chiede quali investimenti nel parco possano garantire una simile quantità di soldi, tra l’altro sicuri e ben distribuiti sul territorio. Si ricorda che le caserme sono dislocate in più aree della Regione come Bari, Altamura, Trani, Barletta per citare le maggiori.

Si tratta di esercitazioni importanti e strategiche per le missioni in area. Le esercitazioni cui è impegnata la Brigata, per esempio, sono attività propedeutiche all’impiego in area di crisi come l’Afghanistan e il Libano. Attualmente le Unità dell’82° Reggimento Fanteria Torino di Barletta sono impegnate in Afghanistan dall’Agosto del 2010, nella Transitino Support Unti Center, con una compagnia di veicoli VBM “Freccia”.

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