Dodici tecnologie per ridurre l’impronta di carbonio nelle città

città traffico
Attualmente le città sono responsabili di oltre due terzi del consumo di energia a livello mondiale e generano più del 70% delle emissioni globali di CO?. (Foto da Pixabay)

Il report di Economist Impact. Analizzate le emissioni di CO2 di 10 città tra cui Firenze. Necessari maggiori investimenti  incentivi normativi politici e finanziari

 

Quali saranno le tecnologie che nei prossimi anni potranno contribuire a ridurre la carbon footprint delle città e, di conseguenza, le emissioni a livello globale? Lo dice Economist Impact (parte di Economist Group) che ha pubblicato il nuovo report – Sustainable disruption: 12 decarbonising technologies for citiesin cui identifica e presenta le tecnologie che più di altre possono contribuire a ridurre le emissioni di gas serra. Il report riconosce che non esiste un unico strumento per contrastare il cambiamento climatico nelle città.  Invece, esiste una vasta gamma di tecnologie che possono essere impiegate per portare avanti l’imperativo della decarbonizzazione.

Dalle città oltre il 70% di CO2

Attualmente le città sono responsabili di oltre due terzi del consumo di energia a livello mondiale e generano più del 70% delle emissioni globali di CO?.   Nella ricerca, commissionata dallo studio legale internazionale Osborne Clarke, Economist Impact ha analizzato un totale di 26 tecnologie. Per ognuna ha analizzato l’attuale livello di utilizzo e di investimento in dieci città dislocate in tutto il globo: Barcellona, Seul, Parigi, New York, Londra, San Francisco, Delhi, Berlino, Singapore, e Firenze. Queste città sono state selezionate perché hanno emissioni di gas serra relativamente alte (secondo l’ONU) e si sono impegnate a raggiungere la carbon neutrality – la maggior parte entro il 2050.  Il rapporto si concentra su 12 delle 26 tecnologie utili a ridurre le emissioni di CO2, indicate nel prospetto.

Edilizia e costruzioniInfrastrutture delle cittàTrasporti
Sistemi di Building AutomationTeleriscaldamento / TeleraffreddamentoVeicoli autonomi
Digital twinSmart grid e smart meterMezzi di trasporto a idrogeno
Pompe di calore ad alta efficienzaUnified communicationsMobility as a Service
Cemento e calcestruzzo a basso contenuto di carbonioWaste roboticsTecnologie vehicle-to-grid

Alcune delle 12 tecnologie sono già destinatarie di ingenti quantità di investimenti, o sono facilmente scalabili, e tutte hanno il potenziale per aiutare le città a raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di carbonio prefissati.  Molte permetteranno di creare nuovi posti di lavoro, abbassare i costi dell’energia per i residenti e migliorare la qualità della vita in generale.

Edilizia, trasporti, infrastrutture miglioreranno l’efficienza energetica, ma servono più investimenti

Secondo il report, le tecnologie che supportano l’efficienza in tre settori chiave – edilizia e costruzioni, infrastrutture delle città e trasporti – avranno il maggiore impatto sul processo di decarbonizzazione urbano.  Queste includono le pompe di calore ad alta efficienza, i sistemi di teleriscaldamento/teleraffreddamento e gli smart grid e smart meter (reti e contatori intelligenti). Tutte e tre migliorano l’efficienza energetica.

Le nascenti tecnologie “smart” (come i veicoli autonomi (AV), la mobility as a service e i digital twin) potrebbero contribuire a ridurre le emissioni di gas serra, ma le prove della loro efficacia sono ad oggi frammentarie e necessitano di ricerche più rigorose.  Il loro impatto sarebbe notevolmente migliorato se ad alimentarle fossero fonti di energia rinnovabile.

Tutte le tecnologie necessitano di maggiori investimenti pubblici e privati, congiuntamente a più incentivi normativi, politici e finanziari.  Nelle dieci città prese in esame, sono stata identificate politiche di sostegno o finanziamenti solo per una media di 16 delle 26 tecnologie studiate.

La mancanza di politiche di incentivazione, per esempio, sta influenzando negativamente l’adozione di alternative al cemento e calcestruzzo a basse emissioni di carbonio.  Il cemento è, a livello globale, il maggior prodotto fabbricato per massa ed è responsabile dell’8% delle emissioni globali di CO?.  Al contrario, gli obiettivi nazionali/regionali sostenuti da fondi pubblici hanno giocato un ruolo vitale nella diffusione dei contatori e delle reti intelligenti. E, come spiega Carlo Gioffrè, Head of Decarbonisation, Osborne Clarke in Italia, “In questo scenario, l’Italia ha competenze, visione e – grazie alle ingenti somme messe a disposizione del PNRR – risorse per raggiungere gli obiettivi prefissati. È fondamentale, tuttavia, che questa energia verso il cambiamento sia gestita in modo competente, tempestivo ed efficace, anche a livello normativo.”

cantiere
La mancanza di politiche di incentivazione sta influenzando negativamente nei cantieri l’adozione di alternative al cemento e calcestruzzo a basse emissioni di carbonio

Altre tecnologie che hanno un alto potenziale di impatto e scalabilità ma che ricevono basse quantità di finanziamenti sono la waste robotics e le tecnologie vehicle to grid (V2G).  I fondi pubblici hanno aiutato ad avviare la diffusione dei veicoli a idrogeno, delle pompe di calore ad alta efficienza e dei sistemi di teleriscaldamento/teleraffreddamento ma, per radicarsi nelle città prese in esame, richiedono investimenti molto maggiori.

Le soluzioni high-tech e “smart” tendono ad attrarre il maggior numero di investimenti o il maggior numero di investitori.  Tali soluzioni includono gli AV, le unified communication e i contatori/reti intelligenti.

Come migliorare la sostenibilità nell’edilizia

Le azioni più importanti che le amministrazioni, su scala nazionale e municipale, possono intraprendere nel settore dell’edilizia e delle costruzioni sono incoraggiare la riqualificazione energetica degli edifici esistenti e introdurre nuovi e più severi standard per le nuove costruzioni.

Dunque, uno studio che fa perno sulle città come luoghi non solo fisici, per andare verso la decarbonizzazione. Per Martin Koehring, Senior Manager for Sustainability, Climate Change & Natural Resources, Economist Impact,”Oltre la metà della popolazione globale già vive in aree urbane, e le città sono centri di innovazione e di ricerca di soluzioni per il clima. Le conversazioni sorte intorno alla COP26 nelle scorse settimane hanno evidenziato che investire nello sviluppo degli spazi urbani, particolarmente soggetti agli impatti climatici, è cruciale per la mitigazione del clima stesso. Il nostro studio dà un contributo importante a questa conversazione, identificando le tecnologie che più di altre si distinguono per impatto, scalabilità e investimenti nei contesti urbani”.

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