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Dissesto in Capitanata

 

FOGGIA – 2952 persone che abitano sui Monti Dauni stanno lottando per il diritto a poter vivere dignitosamente nei loro piccoli comuni. Dignità significa una strada che possa collegare i paesini del preappennino alle città più grandi, come Lucera, Foggia e San Severo. Sul gruppo Facebook intitolato “Protesta contro le condizioni delle strade della provincia di Foggia!” si prepara la marcia verso Palazzo Dogana. I sindaci fino ad ora hanno fatto da mediatori tra cittadini e istituzioni, i finanziamenti pian piano arriveranno, ma ogni giorno centinaia di bambini percorrono strade dissestate sugli scuolabus, così come diversi pendolari che devono raggiungere il posto di lavoro ed anziani costretti a spostarsi verso gli ospedali dei grandi centri. Strade come la provinciale 5 sono assolutamente pericolose e impediscono il transito agli autobus a velocità normale. La soppressione di diversi collegamenti su gomma a beneficio del treno Foggia-Lucera, poi, ha bloccato nei propri paesi diverse persone, che adesso si stanno organizzando per promuovere un’accelerazione dei tempi di erogazione dei fondi regionali. Una promessa mantenuta a metà equivale ad una promessa non mantenuta, soprattutto quando si tratta di opere pubbliche. E’ il caso delle numerosissime soluzioni tampone adottate in provincia di Foggia per sopperire ai problemi di viabilità, alle situazioni di dissesto idrogeologico, alla mancata realizzazione di lavori imprescindibili per i piccoli comuni di Capitanata. Il caso più recente, che balza agli occhi al pari del problema della statale 90 e della stazione di Montaguto, è la frana sulla provinciale 126, che collega il più piccolo paese della Capitanata, Celle San Vito, al resto d’Italia. La strada è stata chiusa al traffico per una frana, che quattro anni fa ha divelto metà carreggiata e che adesso minaccia di farla crollare per intero. Le piogge degli ultimi mesi hanno solo complicato la situazione, visto che la frana è lì da diversi anni. Piccole soluzioni tampone sono in corso d’esecuzione, ma in questo periodo la situazione è tornata esattamente come prima.

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