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Dissesto idrogeologico, poteri ai comuni

A che punto è la situazione sul dissesto idrogeologico della Puglia? E’ il senso dell’interrogazione urgente presentata dal consigliere regionale Giannicola De Leonardis, presidente della settima Commissione Affari Istituzionali, al presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna, al presidente della Giunta regionale Nichi Vendola, e all’assessore alla Protezione Civile Fabiano Amati.

Nel dicembre 2010, infatti, la Regione Puglia, dopo che la Finanziaria 2010 aveva previsto lo stanziamento di mille milioni di euro su tutto il territorio nazionale per interventi mirati alla prevenzione e per arginare il dissesto idrogeologico, sottoscrisse un Accordo di programma con il ministero per l’Ambiente che prevedeva lo stanziamento di 210 milioni di euro (110 provenienti dai Fondi Fas in dotazione del Governo, 100 milioni dai Fondi Fas di stretta competenza regionale). Si prevedeva, inoltre, la nomina di un Commissario straordinario da parte del ministero per l’Ambiente. Ma il successivo “Piano per il Sud”, pur mantenendo gli interventi previsti dall’Accordo di programma, prevede esclusivamente finanziamenti con Fondi Fas-Pain e Fas-Par di stretta dotazione regionale e interregionale.

Da qui l’interrogazione per conoscere gli intendimenti sull’Accordo di programma, la nomina del commissario straordinario. Secondo De Leonardis sarebbe “opportuno restituire ai Comuni le prerogative stabilite dalla legge coinvolgendo i sindaci nella programmazione e gestione degli interventi previsti sul loro territorio”.

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