Discariche abusive e traffico di rifiuti: una piaga difficile da curare

Nel milanese, sequestrati 3 impianti di riciclo e oltre 800mila tonnellate di rifiuti pericolosi. Per nasconderli, li interravano

 

Non abbiamo ancora imparato nulla. Questa operazione lo dimostra. I reati ambientali continuano ad essere perpetrati nella totale noncuranza degli autori che avvelenano costantemente l’ambiente e aggravano la salute pubblica.

Stamani, la Guardia di Finanza di Milano ha eseguito un’ordinanza del Gip che dispone misure cautelari personali per reati ambientali a carico di 8 persone e il sequestro di 1,2 milioni di euro, di un impianto di recupero a Gessate, nel milanese, e di 4 mezzi.

L’indagine è iniziata nel dicembre del 2018, quando i finanzieri di Gorgonzola hanno sequestrato una discarica abusiva di oltre 30mila mq a Cassano d’Adda, in provincia di Milano. nell’area furono scoperti, ammassati e interrati, oltre 40mila tonnellate di rifiuti, tra cui anche quelli pericolosi per la salute umana e per l’ambiente, come frigoriferi, apparecchiature elettriche ed elettroniche e lamiere di ferro. La zona, inoltre, è vincolata in quanto rientra nell’area naturale protetta del Parco dell’Adda Nord.

A dicembre 2019, poi, è stata sequestrata un’altra discarica abusiva di 26mila mq a Pioltello, sempre in provincia di Milano. Nell’area stavano nuovamente interrando i rifiuti in quanto era stato raggiunto il livello stradale. Dagli accertamenti è risultato che nella stessa area erano già state sotterrate grandi quantità di rifiuti illegali.

A febbraio 2020 è stato anche sequestrato un impianto di recupero di riciclo a Liscate, sempre nel milanese, per aver raccolto rifiuti da trasportatori non autorizzati compilando falsi formulari di identificazione per giustificare la giacenza delle masse prese in carico. Le Fiamme Gialle hanno accertato che tra il 2016 e il 2020 sono state trattate oltre 800mila tonnellate di rifiuti e sono state coinvolte 14 società.

Complessivamente sono state indagate 28 persone a vario titolo, per traffico illecito di rifiuti, falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico, truffa, inquinamento ambientale e attività di gestione di rifiuti non autorizzata. Le misure cautelari di oggi hanno portato 5 persone agli arresti domiciliari e 3 hanno ricevuto l’obbligo di presentarsi  alla  polizia giudiziaria.

Di questo passo, sarà impossibile rispettare gli obiettivi ambientali dell’UE e i dettami dell’Agenda 2030, ma soprattutto sarà impossibile dare ora un futuro sano e pulito ai figli che già oggi sono stati avvelenati dalle azioni illegali dei padri, messe in atto nel recente passato. Già questo dovrebbe far riflettere.

 

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