Discariche abusive e svuotacantine, il nuovo corso dei reati ambientali

Ditte private o semplici fact totum raccolgono oggetti che la gente vuole disfarsi per rivenderli e guadagnare per vivere. Ciò che non ha mercato viene così gettato in discariche abusive o dove capita, producendo danni incalcolabili

 

I rifiuti sono un business. Da tempo ci sono numerosi e ingenti sequestri, denunce e arresti per il reato di discarica abusiva. È un reato molto semplice da applicare: si prende qualunque rifiuto e lo si getta ovunque, in campagna, nei terreni, si deposita in capannoni, si lancia in mare e si lascia lungo i bordi delle strade. Dopo la prima volta, basta ripetere l’operazione più volte nei stessi luoghi e il gioco è fatto. Il colpevole è un passante o un gruppo organizzato, non ha importanza, perché l’accumulo dei rifiuti diventa “evidente” ed è considerato “grave” solo se viene perpetrato nel tempo. È qui l’errore fondamentale. Nella testa di molti, gettare una carta per terra non è un reato: “è solo una carta, tanto poi la raccoglie lo spazzino”, si sente spesso dire. In realtà, quel gesto se è continuativo e viene fatto da tutti, in pochissime ore di trasforma in un reato ambientale di proporzioni bibliche: basti pensare che se una città come Bari, con circa 300mila abitanti, dovesse gettare contemporaneamente un fazzoletto di carta per terra, avremmo 300mila rifiuti che bloccano le strade e che andrebbero tolti immediatamente. Se quel fazzoletto viene gettato più volte in un’ora, quanti rifiuti ci troveremmo intorno? E quanto tempo ci vorrebbe per raccoglierli? E quanto per smaltirli? Quanta energia servirebbe per l’interno processo, dalla produzione del fazzoletto, alla distribuzione negli esercizi commerciali, all’acquisto da parte dell’utente, al consumo, alla trasformazione in rifiuto, alla gestione del rifiuto, al trasporto in discarica o nell’impianto per il riciclo? E a quanto ammonta il costo economico ed energetico sostenuto da tutti gli attori coinvolti?

Se riusciamo a calcolare il risultato finale, sarà evidente quanto costa in termini ambientali ed economici semplicemente il gesto di gettare per terra il fazzoletto sporco.

Se invece da questa formula sottraiamo le azioni virtuose e sostenibili nell’utilizzo di quel fazzoletto, ci accorgeremo che i benefici per la salute e l’ambiente sono evidenti e il risparmio energetico ed economico è certo e considerevole.

Ma la criminalità, e non solo, cerca soluzioni facili e immediate, producendo così danni irreparabili.

Ecco perché non stupisce ma anzi fa inorridire la scoperta delle discariche abusive scoperte a Bari dalla Polizia Locale. Nel corso dell’operazione “Vintage”, al termine di complesse e lunghe indagini, gli agenti hanno sequestrato diverse porzioni di aree e parti di immobili in tre diversi siti, di cui due nella zona industriale di Bari e Modugno e uno in via Bruno Buozzi. Nonostante i sequestri, le attività di raccolta e gestione dei rifiuti illeciti è proseguita senza sostanza, provocando gravi danni all’ambiente e alla salute pubblica.

Grazie anche alle immagini dall’alto dei droni, gli agenti della Polizia Locale, diretti dal Generale Michele Palumbo, hanno accertato i reati che hanno portato all’identificazione di 6 persone, tutti stranieri, che hanno ricevuto provvedimenti di espulsione ed allontanamento dal territorio nazionale poiché non in regola con le norme del soggiorno sul territorio nazionale. Alcuni di essi hanno anche ricevuto pesanti sanzioni amministrative.

Sono stati sequestrati 7 autocarri, una autofficina abusiva, i capannoni industriali, una palazzina occupata abusivamente, un’area scoperta di 5mila metri quadrati e confiscate tutte le attrezzature. I rifiuti sequestrati sono RAEE disassemblati, rifiuti speciali e pericolosi, pneumatici e 5 cassoni scarrabili colmi di rifiuti speciali di ogni genere, compresi residui rinvenienti da attività di demolizione di fabbricati e bidoni con residui di vernici.

Una bomba ambientale scoperta e bloccata poco prima che diventasse un disastro ecologico. Ma quanti ce ne sono in tutta Italia e nel mondo di situazioni del genere? Basta fare la somma. Il totale indicherà il livello di inquinamento del nostro pianeta e i danni che abbiamo fatto a noi stessi.

Articoli correlati