Discarica Vergine: una bomba ecologica sotto sequestro a Lizzano

La discarica Vergine di Lizzano è sotto sequestro perché altamente inquinante. Necessaria la bonifica ma la burocrazia rallenta l’iter a discapito dei cittadini

La discarica situata a Lizzano, in provincia di Taranto, è una bomba ad orologeria ecologica. I cittadini hanno ampiamente protestato nei confronti dei gestori della discarica e della Regione Puglia per bonificare l’area, compromessa da tempo. I rifiuti conferiti nel corso degli anni hanno inquinato i terreni ed il territorio circostante, interessando anche la falda acquifera. Da tempo i residenti vivono barricati nelle case, devono combattere con malattie respiratorie ed emissioni maleodoranti di sostanze tossiche provenienti dai rifiuti. I proprietari e la Regione sono alla ricerca di soluzioni ma le polemiche non mancano.

La discarica Vergine

Situata a due chilometri dalle zone abitate e confinante con le città di Lizzano, Fragagnano e Roccaforzata nella provincia di Lecce e Taranto, la discarica è gestita dalla società Vergine srl. È considerata una delle più grandi della Puglia. Viene sequestrata nel febbraio 2014 dai Carabinieri su mandato della Procura di Taranto per sospetto inquinamento e gravi inadempienze nel trattamento dei rifiuti. Nel frattempo, la discarica è passata da società a società, in qualche modo correlate con i vecchi gestori, fino a finire nelle mani di una società appartenente all’AQP, quindi alla Regione Puglia, che dovrebbe procedere alla riapertura ed alla bonifica, riempiendola con materiale biostabilizzato.

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Discarica Vergine: interviene la Regione

«L’obiettivo è discarica zero perché è l’impianto più impattante». È quanto ha chiarito il Commissario dell’Agenzia regionale per i rifiuti (Ager) Gianfranco Grandaliano nella V Commissione della Regione Puglia, smentendo l’acquisizione della discarica da parte della Regione. «Sono state diffuse notizie non vere – ha detto il Commissario dell’Ager – è stato avviato un percorso di natura pubblica per bonificare e mettere in sicurezza la discarica in questione, con l’obiettivo della chiusura, un percorso condiviso con il Dipartimento regionale.

Per quanto riguarda i rifiuti speciali, la Regione sta immaginando una norma con la quale si preveda una sorta di ristoro economico a quei Comuni che ospitano i rifiuti speciali, autorizzati dalla stessa Regione, oltre che il finanziamento di particolari progetti nell’ambito della raccolta differenziata. La Regione punta altresì ad una gestione ciclo dei rifiuti ambientalmente compatibile e con costi più contenuti. Solo con una impiantistica pubblica è possibile raggiungere questo duplice obiettivo».

Stop alle discariche

discaricaNel corso dell’audizione è emerso che la Regione non intende aprire nuovi siti ma procedere alla bonifica e messa in sicurezza di quelli esistenti.

Sulla base di quanto emerso, quindi, il consigliere regionale di Sinistra Italiana/Liberi E Uguali Mino Borraccino ha preparato una mozione, firmata insieme agli altri otto consiglieri regionali del territorio della provincia di Taranto per «esprimere tutto il nostro dissenso alla decisione di autorizzare l’ampliamento della discarica per rifiuti speciali Linea Ambiente di Grottaglie, avvenuta lo scorso 5 aprile con la determinazione dirigenziale n. 45 della Provincia di Taranto. Una decisione che ci ha spiazzato poiché tanti sono i pareri che ne esprimono la incompatibilità coi territori: parere della ASL di Taranto, dell’Arpa Puglia, dei Comuni di Grottaglie e San Marzano S.G., delle associazioni e dei comitati.  La Provincia sta autorizzando anche la realizzazione di nuovi impianti come l’inceneritore di Massafra. Una decisione che intendiamo confutare con tutte le nostre forze, con tutti i mezzi legislativi a disposizione».

Nel frattempo, è stata approvata all’unanimità del Consiglio Regionale una mozione che impegna il presidente della Regione a valutare, di concerto con l’Avvocatura regionale e della struttura tecnica, l’impugnativa della determina con la quale i competenti uffici della Provincia di Taranto hanno espresso parere di compatibilità ambientale al progetto di ottimizzazione orografica della discarica di Grottaglie attraverso l’aumento delle volumetrie autorizzate.

Si attende ora il cronoprogramma che scandirà i tempi di bonifica e messa in sicurezza dell’area. La speranza è quella di ridare quanto prima ai residenti un’area verde priva di inquinamento.

Una gestione più oculata dei rifiuti, la differenziata ed il riciclo possono portare in tempi anche brevi ad una migliore qualità dell’aria e dell’ambiente.

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