Discarica Manduria, no della Regione Puglia all’ampliamento, ma “va rivisto piano rifiuti”

Richiesta legittima di Manduriambiente, ma i cittadini sono preoccupati

 

Gli occhi della Commissione Ambiente della Regione Puglia sono puntati sulla discarica di Manduria. Sotto richiesta dei consiglieri Galante e Di Cuia, infatti, i membri si sono riuniti questa settimana per discutere del possibile ampliamento delle volumetrie richiesto da Manduriambiente, gestore della discarica. Una richiesta legittima, in quanto rispetta i requisiti previsti dal piano rifiuti, ma intanto cresce la preoccupazione dei cittadini “costretti a sopportare olezzi nauseabondi che raggiungono il centro abitato”, come ha raccontato Massimiliano Di Cuia (FI) durante la riunione. L’incontro si è tenuto alla presenza dell’assessore regionale all’Ambiente, Anna Grazia Maraschio, i responsabili del dipartimento Ambiente della Regione Puglia, Arpa e Agenzia regionale per i rifiuti, oltre al sindaco di Manduria Gregorio Pecoraro. Il comune si era già espresso contro l’ipotesi di ampliamento in un’area già caratterizzata da 3 impianti di trattamento rifiuti, con una delibera di consiglio approvata all’unanimità inviata al presidente Michele Emiliano.

Smaltimento rifiuti (foto di Manduria Ambiente)

“Noi abbiamo l’esigenza di monitorare la questione con estrema scrupolosità perché c’è in ballo la salute dei cittadini: ci sono orari della giornata in cui l’aria è irrespirabile e con un ampliamento la situazione è destinata a peggiorare”, ha raccontato il consigliere forzista. Durante l’incontro si è cercato di fare il punto sul possibile rischio sanitario dell’ampliamento, che andrebbe ad aggravare il quadro in un’area già messa sotto pressione dal punto di vista ambientale: sono già tre infatti gli impianti di trattamento e smaltimento di rifiuti, tre in due chilometri.

“Da anni i cittadini devono convivere con emissioni odorigene che rendono l’aria irrespirabile e penalizzano la zona anche da un punto di vista turistico. Ora a quei cittadini non si può chiedere un ulteriore sacrificio”, ha dichiarato invece Marco Galante (M5S). Alle preoccupazioni della discarica si aggiungono, inoltre, i controlli a campione effettuati dall’Arpa sull’acqua dei pozzi spia in Contrada La Chianca, da cui sarebbe emersa la presenza di inquinanti in valori superiori ai livelli limite. “Serve una posizione politica forte – ha continuato – per la tutela del territorio e della sicurezza dei cittadini. Non possiamo non ascoltare il grido di allarme del sindaco di Manduria Gregorio Pecoraro, preoccupato dalle conseguenze che avrebbe l’ampliamento su un territorio che sta già pagando un prezzo molto alto in termini ambientali. Dobbiamo decidere se Taranto deve essere la sede di tutte le emergenze o deve avere diritto a uno sviluppo diverso. Non si possono continuare a chiedere sacrifici alla nostra provincia”.

LEGGI ANCHE: Reati ambientali. Puglia, smaltivano illecitamente rifiuti da almeno 30 anni. Arrestate 5 persone tra Lecce e Taranto – IL VIDEO

Le carte in tavola stanno cambiando?

Il consigliere regionale del M5S Marco Galante (Regione Puglia)

Eppure, spiega Galante, nel 2021, nel corso di una riunione propedeutica all’esame del piano regionale dei rifiuti in Consiglio regionale, era stato assicurato che la discarica Manduriambiente sarebbe stata dismessa una volta esaurita la capacità volumetrica disponibile. Adesso le carte in tavola stanno cambiando, perché è il regolamento stesso che lo permette. “Noi siamo stati sempre contrari alle discariche e perciò contestiamo anche l’ampliamento di quella di Manduria”, ha dichiarato durante l’incontro il consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati.  “Non è comunque possibile negare l’autorizzazione richiesta di recente, salvo motivazioni allo stato non riscontrate, perché l’ipotesi è prevista dal Piano dei rifiuti approvato nel dicembre 2021; modificare il Piano dei rifiuti, tornando in Consiglio regionale, è dunque l’unica possibilità per negare l’autorizzazione richiesta. Per fare questo bisogna però scegliere la vera alternativa alla discarica, ossia la termovalorizzazione o comunque impianti moderni di recupero energetico. Senza l’alternativa dei termovalorizzatori – ha concluso – l’unica accordata con la sicurezza ambientale, non ci potremo mai mettere alle spalle lo sconcio inquinante e insalubre delle discariche”.

Modificare il Piano Rifiuti

Intervenuto anche il consigliere regionale Antonio Paolo Scalera (La Puglia Domani). Per lui, la richiesta di ampliamento “introduce elementi di pressione ambientale non trascurabili e non è assolutamente accoglibile dalla popolazione del Comune di Manduria”, per fattori che “determinano uno stato ambientale critico e generano impatti cumulati  sulle stesse matrici: atmosfera e odori, inquinamento delle acque sotterranee, traffico e salute pubblica incidendo sulla vocazione turistico/ricettiva e agricola del territorio manduriano”.

In ogni caso, tanto  i tecnici quanto l’assessore Maraschio,  hanno contestualmente  assicurato il monitoraggio su tutto il territorio regionale e “l’utilizzo di una visione d’assieme che non crei scompensi di impatto ambientale in una parte della regione invece che in un’altra”. Visione d’assieme  che, a detta dell’ assessore Maraschio, è “costantemente aggiornata dall’ascolto  dei territori, dalle necessità di dare alla Puglia una risposta  efficace per la chiusura del ciclo dei rifiuti ed assolutamente compatibile con il  bene fondamentale del garantire la salute dei pugliesi”.

Articoli correlati