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Discarica di Grottelline, caos in Regione Puglia

Trambusto alla Regione Puglia per la decisione presa, in maniera arbitraria, sembra, da un dirigente dell’assessorato all’Ambiente, di comunicare al Consiglio dei ministri a Roma parere favorevole alla discarica di Grottelline, vicino Spinazzola, in provincia di Bari.

Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha preso atto con «sorpresa e disappunto – è scritto in una nota – che la struttura tecnica dell’assessorato all’Ambiente ha provveduto a rimettere alla presidenza del Consiglio la questione relativa alla conclusione della nuova conferenza dei servizi relativa alla discarica di Grottelline».

La conseguenza è stata una ramanzina del governatore all’assessore Domenico Santorsola al quale ha dato ordine di bloccare l’iter autorizzativo avviato dal dirigente e di avvertire il governo centrale del pasticcio.

La procedura che autorizzava il progetto di realizzazione della discarica di Grottelline, con annesso impianto di biostabilizzazione, fu bloccato a novembre scorso sia per la pressione esercitata dalla Regione Basilicata, che confina con il territorio pugliese, sia per le proteste degli ambientalisti, con i quali, poi, Emiliano si era impegnato a non procedere a favore.

Il dirigente del servizio Ecologia, invece, pare che abbia agito «del tutto inopportunamente» anche all’insaputa dell’assessore Santorsola – continua la nota della Regione Puglia – e «ha provveduto a rimettere alla presidenza del Consiglio la questione relativa alla conclusione della nuova conferenza dei servizi relativa alla discarica di Grottelline».

Quindi il governatore ha chiesto all’assessore all’Ambiente di «convocare con la massima urgenza un tavolo tecnico con la presenza di tutti i soggetti istituzionali coinvolti nel l’iter autorizzativo, per definire un percorso condiviso che tenga conto delle legittime aspettative delle popolazioni coinvolte e che porti o alla delocalizzazione della discarica ovvero alla sua cancellazione dalla mappa delle discariche regionali».

A Roma è stato quindi chiesto con la massima premura, di non prendere nessuna decisione in merito all’iter autorizzativo delle opere idrauliche accessorie, materia della conferenza dei servizi oggetto di remissione.

Perciò il presidente Emiliano ha dato mandato all’assessore di «porre in essere ogni atto necessario alla revoca in autotutela del provvedimento di remissione».

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