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Discarica abusiva sotto l’Orto botanico di Barletta

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Scoperta dai carabinieri una discarica abusiva sotto l’Orto botanico del Comune di Barletta

Sequestrata dai carabinieri una discarica abusiva realizzata sotto l’Orto botanico comunale a Barletta. Le indagini hanno accertato che nel corso dei lavori per allestire il giardino sono stati occultati nel suolo sottostante rifiuti speciali pericolosi e materiale edilizio che, invece, dovevano essere rimossi e smaltiti.

L’inchiesta avviata nel gennaio 2015, ha accertato che per le suddette operazioni era stata richiesta e accordata una variante di spesa, interamente riscossa, senza tuttavia realizzare alcuna bonifica del sito dove, invece, è avvenuto lo smaltimento degli scarti di materiali contenenti piombo, cadmio, cromo esavalente, zinco, inquinante sia per le piante sia per l’area sottostante e la falda acquifera.

Quanto verificato, ha indirizzato gli investigatori alle condotte fraudolente di un dirigente dell’Ufficio Lavori Pubblici, di due dipendenti comunali e del legale rappresentante della ditta aggiudicataria dell’appalto per l’esecuzione delle opere relative alla realizzazione del locale Orto botanico. Il progetto, finanziato dalla Regione Puglia e dal Comune di Barletta, è stato realizzato con una spesa inferiore a quella documentata per la sua esecuzione: opere edilizie mai realizzate, utilizzo di terreno non sterile, impianto di ulivi non secolari.

I quattro sono ritenuti responsabili di “truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, frode nelle pubbliche forniture, abuso d’ufficio, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, inquinamento ambientale, attività di gestione dei rifiuti non autorizzata e omessa bonifica”. L’Orto botanico è stato sequestrato per evitare la fruibilità pubblica dell’area inquinata.

Il decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP di Trani, su richiesta della locale Procura della Repubblica, a scopo probatorio, al fine della confisca, è stato applicato, inoltre, a 27 appartamenti (14 a Barletta, 4 a Bari, 1 a Trani, 2 a Stornarella, 1 a Trinitapoli, 5 a Positano), 17 terreni (tutti in Barletta), 7 autovetture e 30 conti correnti, il tutto per un valore  stimato di circa 10 milioni di euro, riconducibili ai quattro, responsabili dei reati suddetti.

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