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Disastro in Ungheria… E si pensa all’Italia

Costo umano e ambientale altissimo per il disastro di fango tossico in Ungheria. Finora 40 chilometri quadrati sono stati coperti da sostanze tossiche e corrosive, dopo la rottura del bacino di una raffineria a sud ovest di Budapest. Quattro morti, oltre cento feriti, allarme per il fiume Marcal e per il pescato, compromessa la fauna: questo l’attuale bilancio provocato dal fango rosso. Il WWF ammonisce la comunità internazionale per la presenza di altri due impianti chimici simili in Ungheria, situati in prossimità di bacini idrografici.

Attenzione va anche all’Italia: ed è ancora WWF a porre l’allerta anche per la presenza vicino ai nostri fiumi, ultimamente soggetti ad alluvioni eccezionali, di “aziende a rischio rilevante”. Queste andrebbero messe in sicurezza e delocalizzate perchè collocate, a tutti gli effetti, in aree a rischio idrogeologico. Solo allo scorso febbraio risale il caso del Lambro, inquinato e gravemente compromesso da dieci milioni di litri di gasolio fuoriusciti da una raffineria situata nelle vicinanze.

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