Digitalizzazione, sostenibilità, plastica, riciclo: i grandi temi al centro della Giornata della Terra 2024.

World Earth Day Concept. Green Energy, Renewable and Sustainable Resources. Environmental and Ecology Care. Hand Embracing Green Leaf and Handmade Globe

Giunto alla 54esima edizione, l’Earth Day coinvolge fino a un miliardo di persone in tutto il mondo

Ci siamo. La Giornata della Terra 2024 è qui. Le celebrazioni in tutta Italia sono già iniziate con oltre 600 appuntamenti all’insegna della salvaguardia del Pianeta, tra concerti, talk, iniziative di beneficienza e tanto altro. Parole d’ordine: ambiente, pace, giovani, innovazione. Istituita il 22 aprile 1970, la Giornata della Terra coinvolge ogni anno fino a un miliardo di persone in ben 192 Paesi del mondo. Il tema di quest’anno è “Planet vs. Plastics” per chiedere “una riduzione del 60% della produzione di plastica entro il 2040 e l’obiettivo finale di costruire un futuro senza plastica per le generazioni future”.

Digitale, sostenibilità e cambiamento climatico

Green computer
Il digitale è responsabile di alti livelli di CO2 anche a causa dei combustibili fossili utilizzati per alimentare i server

La sostenibilità, oggi, è un termine versatile, applicabile a qualsiasi sfera della vita quotidiana. La sostenibilità è sociale, economica, ambientale. Nel terzo millennio, anche digitale. Per questo non può non essere uno dei temi al centro della Giornata della Terra. Ma gli italiani sono consapevoli di quali comportamenti virtuosi bisogna mettere in atto relativamente a sostenibilità e digitalizzazione? A questa domanda cerca di rispondere l’Osservatorio della Fondazione per la Sostenibilità Digitale, con un’indagine sul tema dal titolo “Cosa pensano gli italiani del rapporto tra sostenibilità e digitale?”, realizzata in collaborazione con l’Istituto San Pio V.

L’indagine evidenzia, ad esempio, come ben il 34% degli abitanti delle grandi città abbia una conoscenza limitata o nulla del concetto di sostenibilità: un italiano su tre. Ma questa percentuale sale di quasi 20 punti percentuali, al 53%, se i considerano i comuni con meno di 3000 abitanti. In altri termini un italiano su due che vive nei piccoli centri (e, lo ricordiamo, l’80% dei comuni italiani è al di sotto dei 3000 abitanti) non sa cosa sia la sostenibilità. Un gap difficile da colmare se prendiamo in considerazione gli obiettivi contenuti nella Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile di Benessere Italia, l’organo della Presidenza del Consiglio cui spetta il compito di coordinare, monitorare, misurare e migliorare le politiche di tutti i Ministeri nel segno del benessere dei cittadini. È quindi evidente come la necessità di aumentare la consapevolezza su questo tema rimanga una grande sfida sia per le aree urbane più grandi che per quelle più piccole ed un grande tema per le Istituzioni nell’elaborazione di nuove politiche territoriali, della realizzazione di nuovi modelli di sviluppo e della governance territoriale.

Emerge anche un altro dato preoccupante dalla ricerca, ovvero una grande difficoltà da parte dei cittadini italiani nel guardare al digitale come strumento al servizio della sostenibilità, sia essa ambientale, economica o sociale. E anche in questo caso la difficoltà è inversamente proporzionale alla dimensione della zona di residenza.

Per quanto riguarda la sostenibilità ambientale, si osserva che la maggioranza dei residenti dei Piccoli e dei Grandi Centri ritiene che la tecnologia digitale sia un’utile risorsa per promuovere la salvaguardia dell’ambiente. Tuttavia, c’è una differenza significativa nel grado di accordo tra i due gruppi, con il 20% dei residenti dei Piccoli Centri che lo considera “molto” utile, rispetto al 31% dei residenti dei Grandi Centri.

Analogamente, per quanto concerne la sostenibilità economica, la maggioranza dei residenti di entrambi i contesti urbani riconosce il valore della tecnologia digitale nel promuovere lo sviluppo economico e il benessere diffuso. Tuttavia, si osserva che una percentuale leggermente più alta di residenti dei Piccoli Centri si colloca nella fascia “abbastanza” utile (61%) rispetto ai residenti dei Grandi Centri (55%). Questo suggerisce una percezione comune tra le due categorie di cittadini sull’importanza della tecnologia digitale per la sostenibilità economica, pur con sfumature leggermente diverse.

Gli italiani temono la rivoluzione digitale

In sintesi, entrambi i gruppi dimostrano un’ampia accettazione della tecnologia digitale come strumento per promuovere sia la sostenibilità ambientale che economica, sebbene con leggere variazioni nelle percentuali di accordo tra i due contesti urbani.

Malgrado la maggior parte degli italiani dei grandi e dei piccoli centri ammetta che la tecnologia sia foriera di opportunità, approfondendo il tema emerge come in realtà sia chi vive nei grandi centri che chi vive nei piccoli contesti urbani ne abbia paura. La maggioranza degli intervistati sia dei grandi che dei piccoli centri concorda sul fatto che lo sviluppo tecnologico sia fonte di diseguaglianze, perdita di posti di lavoro e ingiustizia sociale. Nel complesso, il 65% dei residenti dei Piccoli Centri è convinto di ciò, mentre questa percentuale scende al 58% nei Grandi Centri.

Stesso discorso vale se si interpreta la digitalizzazione come ostacolo allo sviluppo sostenibile, con una differenza però più marcata nelle opinioni tra grandi e piccoli centri: nel complesso, il 58% degli italiani dei piccoli centri ne è convinto, contro il 44% dei residenti nelle grandi città. I residenti dei Piccoli Centri, quindi, sembrano essere leggermente più propensi a vedere lo sviluppo tecnologico come fonte di diseguaglianze, perdita di posti di lavoro e ingiustizia sociale e più propensi a considerare la tecnologia digitale un ostacolo per lo sviluppo sostenibile rispetto ai residenti dei Grandi Centri.

Rifiuti, dalla plastica al riciclo dei vestiti usati

Plastic Free Onlus, l’organizzazione di volontariato impegnata dal 2019 nel contrastare l’inquinamento da plastica, celebrerà la Giornata della Terra 328 appuntamenti di pulizia ambientale sul territorio italiano, a cui si aggiungono altri 6 eventi per la prima volta oltre i confini nazionali. L’onda blu dei volontari Plastic Free Onlus sarà in azione sulle spiagge, lungo gli argini dei fiumi, nei parchi e nelle aree pubbliche per sensibilizzare sull’inquinamento da plastica che rappresenta un pericolo non solo per la natura ma anche per la nostra stessa sopravvivenza sul Pianeta. Una sensibilizzazione che avrà un obiettivo concreto: liberare l’ambiente da tonnellate di plastica e rifiuti abbandonati.

Se si parla di rifiuti, non si può non parlare di riciclo. Due anni fa, The Style Outlets di Vicolungo e Castel Guelfo e l’organizzazione umanitaria Humana People to People Italia hanno stretto una collaborazione di cui oggi possiamo ammirarne i frutti: nel 2023, con 3.970 chili di abiti usati raccolti, sono stati risparmiati oltre 24.100 chili di CO2 non emessa, 23.8 milioni di litri di acqua, 2.382 chili di fertilizzanti non dispersi nell’ambiente e 1.191 chili di pesticidi non utilizzati.

Dal 2022, infatti, in ognuno dei due centri è installato uno speciale contenitore a forma di cuore in cui gli ospiti possono mettere i propri abiti usati per indirizzarli a nuova vita. Nei contenitori è possibile donare abiti, scarpe, borse e accessori d’abbigliamento in buono stato e inseriti in sacchetti ben chiusi. In questo modo ciò che viene raccolto diventa due volte buono, contribuendo a sostenere i numerosi progetti di sviluppo nel mondo di Humana e a ridurre l’impatto ambientale dei capi che non si indossano più. Nel corso dello scorso anno, inoltre, la partnership si è concretizzata anche nell’organizzazione nei due outlet di workshop di upcycling gratuiti e ad accesso libero per insegnare a tutti gli ospiti a recuperare e valorizzare vecchie t-shirt attraverso il riciclo creativo.

Le iniziative di aziende e case di moda

Uno dei modelli di orologi Aikon #tide realizzati in plastica riciclata dall’oceano combinata con fibra di vetro

In occasione dell’Earth Day, l’azienda di prodotti cosmetici Dr Juri Cosmetics sostiene attivamente iniziative volte alla protezione degli ecosistemi naturali. Ancora una volta, l’Azienda partecipa all’iniziativa “Regala un Albero”, un progetto di rilevanza che mira a piantare alberi nella Piccola Sila in Calabria. Ogni acquisto di un prodotto della linea dermocosmetica Dr Juri Cosmetics contribuirà direttamente alla realizzazione di questo progetto, con la piantumazione di 25 nuovi alberi. In passato, l’azienda ha già contribuito alla piantumazione di 17 alberi, con più di 300 di Co2 mitigati nell’aria.

C’è poi il progetto di Maurice Lacroix che, a partire dal 2022, in collaborazione con #tide, è particolarmente impegnato nella raccolta e nel riciclo dei rifiuti di plastica dalle acque degli oceani. Il brand orologiero svizzero, infatti, ha intrapreso questa rivoluzionaria partnership a lungo termine per rimuovere le bottiglie di plastica dal mare che circonda le isole thailandesi, indonesiane e filippine, prima che inquinino l’oceano, scomporle in piccoli granuli e combinarle con una formula segreta. Il risultato è la creazione di plastica riciclata, due volte più dura della normale plastica, cinque volte più resistente rispetto alla PET e un’impronta di carbonio significativamente inferiore alla produzione di PET vergine.  Con solo 17 bottiglie è possibile realizzare l’orologio e il suo packaging.

Articoli correlati