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Differenziata, un esempio di civiltà

La similitudine tra il bambino e la raccolta differenziata serve al sindaco di Monteparano, Cosimo Birardi, per sottolineare come l’attività si possa migliorare, anche se il piccolo ma virtuoso comune di 2.390 abitanti, in provincia di Taranto, nel 2010 ha raggiunto la media del 75,8% di raccolta differenziata e centrato l’obiettivo del 55% previsto dal Piano regionale. La parola d’ordine resta “Mai più cassonetti”. Altri segreti e prospettive li rivela ad Ambient&Ambienti.

Di recente Legambiente le ha conferito un riconoscimento perché Monteparano ha raggiunto alti livelli di raccolta differenziata. E’ una bella soddisfazione per lei sindaco?

«Il premio non l’ha ricevuto il sindaco, ma tutta la cittadinanza. E’ un riconoscimento di civiltà e correttezza nei confronti dell’ambiente. Questo è il quarto anno che siamo riconosciuti “comune riciclone” della Puglia. Siamo passati dalla seconda alla prima categoria per due anni di seguito».

Il sindaco di Monteparano, Cosimo Birardi

Qual è la strategia che avete adottato?

«La strategia è semplice: fare la raccolta porta a porta in maniera spinta rende possibile il raggiungimento di percentuali di raccolta differenziata molto alte. Non c’è altra soluzione e modo. Se non si chiede la collaborazione dei cittadini nel differenziare i rifiuti e raccoglierli porta a porta, non credo che ci possa essere altra strada».

Quando è iniziato il servizio e come si svolge?

«Abbiamo iniziato nel 2007 con l’abolizione dei cassonetti e l’introduzione della raccolta porta a porta. Con il tempo quest’attività si è perfezionata sempre di più. Occorre però almeno una decina d’anni, affinché si possa instaurare la cultura della raccolta differenziata, la gente si abitui e diventi naturale differenziare il rifiuto».

Pensa ad un programma di lunga durata?

«Deve essere un programma di lungo termine che parte dalla sensibilizzazione della popolazione che abbiamo realizzato con assemblee pubbliche, il coinvolgimento delle scuole ed una serie di iniziative. La popolazione ha recepito in maniera perfetta le idee dell’amministrazione comunale ed ha provveduto a differenziare i rifiuti».

Il comune di Monteparano ha centrato l'obietivo del 55% di raccolta differenziata previsto dalla regione Puglia (nella foto: il castello d'Ayala Valva, nel centro del paese)

Al momento qual è “l’attrezzatura” per fare la differenziata?

«Abbiamo dotato i cittadini di bio-pattumiere antirandagismo che si chiudono in maniera ermetica ed impediscono ai cani randagi di aprire le buste. I cittadini che hanno la disponibilità di un giardino, invece, sono stati dotati di un bidone per la promozione del compost direttamente a domicilio. Poi con un autocompattatore e l’aiuto degli operatori ecologici abbiamo fatto la raccolta».

Prima parlava di programma a lungo termine. Nei prossimi anni cosa pensate di fare?

«Pensiamo di migliorare ulteriormente la differenziata: è come un bambino che sta crescendo ed impara. Così stiamo individuando le criticità. Ci sono disfunzioni date dalle piattaforme. Per cui ci troviamo ogni anno a dover discutere e ricontrattare il prezzo di conferimento. Occorrerebbe un intervento da parte della Regione Puglia per calmierare i prezzi della raccolta».

Per concludere, quali saranno gli altri punti da migliorare?

«Da migliorare è l’ulteriore differenziazione dei rifiuti, cioè ridurre al minimo l’indifferenziato che portiamo in discarica. Riciclare si può e si deve fare in ogni sua parte. Se riuscissimo a migliorare la raccolta indifferenziata e da esso cogliere tutto quello che ancora è possibile riciclare, potremmo avere percentuali ancora più alte. E’ questo il trucco. Per far questo occorre una cultura molto radicata ed uno spirito di sacrificio da parte dei cittadini che sono già maturati, ma devono essere consolidati».

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