Differenziata in umido

Grafico della variazione di raccolta Forsu e verde per regione, anno 2009:2010

Umido in crescita. Il primo settore di recupero materiale da rifiuti urbani in Italia. Al 40% dei rifiuti differenziati distanzia di netto carta, plastica e vetro con 4,5milioni di tonnellate raccolte al 2011 (36% e 4,2 mln nell’anno precedente). Lombardia e Veneto le Regioni più virtuose. Campania, Sicilia e Lazio quelle che registrano una maggiore crescita.

Il giro d’affari del settore è attualmente quantificabile in 390milioni di euro l’anno con una forza lavoro di circa 2.500 lavoratori più un indotto di altre 500 unità tra assistenza tecnica, agronomica e di laboratorio. Le previsioni di raccolta differenziata di umido e verde da qui al 2020 parlano di oltre 6,5milioni di tonnellate, pari a 109 kg pro capite (rispetto ai circa 68 kg attuali). Attività di recupero che consentono di risparmiare ogni anno emissioni per 250mila tonnellate di metano, equivalenti a circa 5 milioni di tonnellate di CO2. In un’Italia, dove dal 1993 s’è sviluppato un sistema industriale dedicato alla trasformazione dello scarto organico che oggi conta 257 impianti di compostaggio operativi (di cui 199 con potenzialità superiori alle 1000 tonnellate/anno), localizzati per il 65% al Nord, il 16% al Centro e per il 19% Sud. Un’Italia, appunto, a due velocità con il Nord che tratta 2 milioni 750mila tonnellate di rifiuti e Centro (733mila), Sud (677mila) nettamente staccati, benché in crescita.

Grafico a torta della raccolta differenziata

Questi, in sintesi, i numeri del settore del compostaggio (che coinvolge per circa il 45,8% frazione umida; 34,6% verde; 11,5% fanghi e 8,1% altri rifiuti dell’agroindustria)  presentati dal CIC ai primi vent’anni di attività. Sede operativa a Roma, tecnica a Milano e amministrativa a Bologna, il CIC, Consorzio Italiano Compostatori, è da statuto, “una struttura senza fini di lucro che collabora con gli Enti pubblici preposti per legge a promuovere e perseguire la politica di riduzione dei rifiuti, l’attuazione della raccolta differenziata per la separazione, lavorazione, riciclaggio e valorizzazione delle biomasse ed in genere delle frazioni organiche compostabili”.

“In 20 anni – ha sottolineato il direttore CIC, David Newman- sono state trattate circa 42milioni di tonnellate di scarti organici (pari a quasi 1,5 volte la produzione italiana di rifiuti urbani in un anno). Per dare un’idea concreta, la raccolta differenziata e il compostaggio degli scarti umidi determinano ogni anno una riduzione della quantità di rifiuti in discarica pari a quella necessaria riempire l’intero Colosseo di Roma oppure 8 volte il Duomo di Milano”.

Un'immagine di compost

Con tanto di manuale apposito in pdf “Più compost e meno nitrati” dedicato da un lato alle amministrazioni comunali, dall’altro alle aziende agricole, e di manuale di compostaggio domestico rivolto ai cittadini, il sito del CIC (www.compost.it), ben fatto, offre numerosi materiali di consultazione. E prima ancora delle FAQ, le famose domandi frequenti che tutti farebbero, la risposta a un quesito fondamentale. Perché il compost? Il compost è il risultato di un processo biologico di trasformazione di scarti organici che riproduce ciò che avviene in natura. In un anno produce 1.400mila tonnellate di fertilizzanti organici. Più del 70% del compost di qualità viene impiegato in agricoltura, il restante 30% è trasformato in prodotti per il giardinaggio e per opere di recupero paesaggistico.

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