Si scrive “differenziata di prossimità”, si legge “nuova sfida per la città”. Quella di Foggia, ovviamente, dove si apre un nuovo capitolo nella tormentata saga della raccolta dei rifiuti solidi urbani, che Ambient&Ambienti ha documentato. Un capitolo questa volta positivo: il Comune si apre al cambiamento, o almeno ci prova, con quella che si preannuncia come una vera e propria ‘rivoluzione copernicana’ in materia di rifiuti, igiene e decoro urbano. Non a caso il sindaco, Gianni Mongelli, ha parlato di “rivoluzione culturale” nelle abitudini e nelle buone pratiche che dovranno essere presto adottate da tutti i cittadini. Quella che partirà a settembre sarà la «prima fase di un sistema di raccolta differenziata di prossimità progettato per coprire tutta la città e per integrarsi con tutte le altre azioni del ciclo dei rifiuti, su cui l’Amministrazione è fortemente impegnata», ha spiegato il dirigente del Servizio Ambiente, Paolo Affatato. Una sorta di “porta a porta”, in pratica, finanziato con oltre 2milioni di euro grazie ai fondi FESR 2007-2013, fondi europei assegnati alla Regione Puglia a valere sull’Asse II “Uso sostenibile delle risorse ambientali”. Una somma ingente che sarà erogata attraverso una procedura a tranche ‘per obiettivi’: affidamento lavori e forniture che puntino a organizzare e radicare la differenziata sul territorio comunale.
Un progetto “grandi numeri” – Il protocollo d’intesa è stato siglato dalla firma dell’assessore all’Ambiente e all’Energia, Pasquale Russo, e dell’omologo di via Capruzzi, Lorenzo Nicastro. Il progetto partirà dopo l’estate e in questa fase di start-up verranno coinvolti circa 65mila abitanti (cioè 23.500 famiglie) e numerose imprese e attività cittadine. Il “porta a porta” interesserà un’area cittadina di 7,27 chilometri quadrati, un reticolo di vie e quartieri dove sono attive 776 attività commerciali (alimentari, pizzerie e ristoranti, negozi), chiese, collegi e case di riposo, 5 strutture sanitarie e 88 attività industriali. Al momento, quindi, saranno coperte tutte le zone dove sorgono piccoli e grandi capannoni, a partire dal Villaggio Artigiani, i Rioni Diaz e Martucci, l’intera 167 e la zona che si sviluppa lungo viale Michelangelo, viale I Maggio, Via Telesforo e viale Pinto (leggi l’elenco completo delle strade). Nel progetto rientra anche l’acquisto di automezzi (6 autocompattatori, 1 mezzo con pianale prolungato e 4 “scarrabili”) e attrezzature specifiche (30mila contenitori suddivisi tra umido, carta, plastica e milioni di sacchi a perdere biodegradabili) che saranno collocate nei cortili dei condomini o sui marciapiedi prospicienti.
Abbattimento dell’ecotassa – Il primo obiettivo sarà quello di incrementare, sin da subito, i numeri della raccolta differenziata che, al momento, è ferma all’1,7% (percentuale talmente bassa che ha incoronato la città di Foggia “Cenerentola di Puglia”). Non va sottovalutato, inoltre, il rapporto a doppio filo che lega il sistema di raccolta rifiuti all’ecotassa: maggiore sarà il volume di differenziata, minore sarà l’entità dell’imposta regionale sui rifiuti. «Si tratta di traguardi proiettati su un ciclo quindicennale secondo i parametri dell’europrogettazione ma, ovviamente, ci auguriamo che i foggiani rispondano in misura tale da anticipare i benefici che abbiamo stimato» tiene a precisare Affatato. Secondo le proiezioni del progetto, infatti, se nella prima annualità Foggia riuscisse a raggiungere valori percentuali di differenziata pari al 28,06%, l’ecotassa supererebbe comunque i 2milioni e 300mila euro. Se, nella quinta annualità, la città riuscisse ad arrivare al 58,4%, l’ecotassa si abbatterebbe a 1milione e 54.383,46 euro. Il 70% di differenziata raggiunto nella decima, porterebbe l’ecotassa a circa 244mila euro e a circa 220mila euro con la quindicesima annualità. Ciò, ovviamente, in linea con la strategia “20-20-20” dell’Unione Europea.

