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Differenziata: cultura dell’Ambiente e opportunità di lavoro nel carcere di Bari

Da destra, Lidia De Leonardis, Alba Sasso, in piedi Tommaso minervini, al centro il sindaco Michele Emiliano, a fianco in abito chiaro Gianfranco Grandaliano

Un accordo per la raccolta differenziata nel carcere di Bari è stato sottoscritto dal direttore dell’Istituto di Pena dottoressa Lidia De Leonardis e il presidente dell’Azienda municipalizzata di Igiene Urbana avvocato Gianfranco Grandaliano. Il progetto, elaborato e programmato dal responsabile dell’Area Trattamentale della  Casa Circondariale di Bari Tommaso Minervini, giunge a termine dello stage per i detenuti che hanno concluso il corso di formazione professionale per “operatori di base e riciclo di materie prime”, (svolto dall’Ente EPCPEP e finanziato dalla Regione Puglia  nell’ambito del P.O. Puglia FSE 2007/2013 con l’Avviso n. 3/2010 – Attività di formazione negli Istituti di Pena.

Alla firma era presente l’assessore al Diritto allo Studio e alla Formazione della Regione Puglia prof.ssa Alba Sasso, che ha rilevato l’importanza di questa iniziativa, finalizzata al sostegno di processi di rieducazione e di reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti e degli internati rientranti nel circuito penale, mediante la partecipazione alle attività di istruzione e formazione professionale che diverranno parte integrante del programma di trattamento dei reclusi. La raccolta differenziata nel carcere di Bari, finalizzata all’accrescimento della cultura dell’Ambiente nei luoghi di detenzione rientra nella programmazione del progetto di Istituto già dal 2009 e da quest’anno è sviluppata anche con il contributo del Garante dei detenuti, della Regione Puglia e approvata dal Prap di Bari.

Coilori e simboli per semplificare la raccolta, tenuto conto anche della presenza di stranieri

I principali flussi di rifiuto accertati nel penitenziario nel capoluogo pugliese sono: organico, plastica, metalli – rame in particolare – carta e cartoncino, pile, cartone e indifferenziato. Questi vengono conferiti al punto o ai punti di raccolta allo stesso piano della sezione, quindi i bidoni carrellati sono portati al punto di scambio centralizzato, dove avviene il ritiro da parte del servizio pubblico. Lo stesso vale per la cucina e la mensa agenti. Per la raccolta del cartone, che non si avvale di particolari contenitori, saranno usati gli stessi carrelli utilizzati per il trasporto sacchi.

Ogni giorno nelle celle si producono circa 600 kg di rifiuti, pari a 1,2 kg a persona.

Nel corso della sperimentazione è stata raccolta una media, pro capite, pari a:

• 0,550 kg di organico

• 0,150 kg di plastica / metalli

• 0,200 kg di carta e cartoncino

• 0,300 kg di rifiuto indifferenziato

pari a una media del 75% di raccolta differenziata. Un risultato – Minervini lo ha rilanciato al sindaco Emiliano come punto di riferimento per la raccolta in città -, che si ripresenta su scala annua; infatti, la cifra si aggira sulle 224 tonnellate di rifiuti prodotti nelle celle, dalle quali sarà possibile recuperare 170 tonnellate di materiale riciclabile, pari al 75% del totale.

Nelle cucine il recupero di materia prima è quasi totale; su circa 200 kg di rifiuti prodotti quotidianamente, sono stati raccolti:

• 180 kg di organico

• 7,5 kg di plastica / metalli

• 11 kg di cartone e tetrapak

• 2 kg di rifiuto indifferenziato

pari a una media del 99% di raccolta differenziata.

Nella mensa agenti, la sperimentazione ha prodotto una raccolta differenziata del 26,6%.

I contenitori per la differenziata sono forniti al penitenziario in comodato gratuito dall'AMIU; gratis anche i sacchi di plastica

L’intesa, oltre ad adempiere a precisi obblighi di legge in materia di tutela dell’Ambiente, dal 1° maggio 2012, grazie ad un Accordo quadro tra Corepla (Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclaggio ed il Recupero dei Rifiuti di Imballaggi in plastica) e ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), piatti e bicchieri di plastica monouso devono essere conferiti nel normale circuito della raccolta differenziata degli imballaggi in plastica, ha fatto sapere Grandaliano, sviluppa a regime economie di sistema sia per l’AMIU sia per la stessa Casa Circondariale.

Alla conferenza stampa erano presenti anche il Provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria dottor Martone, il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale professor Pietro Rossi, il titolare della ditta Camassambiente ( che ha curato lo stage) dottor Raffaele Chiapperini. La conferenza stampa è stata aperta dalla proiezione del docufilm Waste Land. L’attività dello stage è stata presentata dal dottor Luciano Pallara.

Vedi il filmato di presentazione della conferenza stampa

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