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Differenziata, a Bari cresce il porta a porta

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La differenziata porta a porta, iniziata a giugno 2017 nel capoluogo pugliese, ha superato oggi l’80% in 8 quartieri. Solo a dicembre, 4 quartieri hanno raccolto il 78%

La raccolta differenziata porta a porta dei rifiuti a Bari sta registrando numeri importanti. Dai dati raccolti dall’Assessorato all’Ambiente, gli 8 quartieri coinvolti hanno raccolto da giugno a dicembre 2017 complessivamente l’80,54%. A Fesca, San Girolamo, San Cataldo e Villaggio Trieste, la raccolta è partita il 15 dicembre. In tre settimane è stato raccolto il 78,13% di differenziata porta a porta.

Raccolta differenziata, grandi risultati in 6 mesi

raccolta rifiuti differenziata bari«È un risultato importante – ha dichiarato l’assessore all’Ambiente e Sport di Bari Pietro Petruzzelli – non del tutto scontato, anche perché c’era un forte scetticismo da parte di alcuni cittadini e di una parte politica sul fatto di attivare il porta a porta in questi quartieri un po’ più difficili rispetto a Santo Spirito e Palese dove c’è maggior senso di comunità. La totalità del merito va ai cittadini, che sono stati bravi nel separare i rifiuti e nel rispettare il calendario di riferimento. È salita la frazione organica. Questo ha portato un risparmio in termini ambientali, perché tutto quello che è stato differenziato non è finito in discarica, e un risparmio economico, in quanto non c’è stato il conferimento in discarica».

Quanti cittadini sono coinvolti nella differenziata porta a porta?

«I quartieri serviti dal porta a porta sono Santo Spirito, Palese, Catino, San Pio, Fesca, San Girolamo, San Cataldo e Villaggio Trieste, per un totale di 50mila persone. In tutta Bari, abbiamo raggiunto il 43% circa grazie al porta a porta. Naturalmente ci sono tante cose da migliorare, ma siamo fiduciosi, vogliamo migliorare con il tempo».

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Tra verbali ed accertamenti la Polizia Locale ha registrato circa 2000 sanzioni…

raccolta rifiuti differenziata bari«Abbiamo registrato alcuni fenomeni di abbandono di rifiuti, soprattutto in alcune zone periferiche, ma l’amministrazione ha intensificato i controlli, sanzionando numerosi cittadini per abbandono di rifiuti per strada e, tramite fototrappole, monitoriamo le zone un po’ più periferiche».

Il prossimo passo

«Stiamo seguendo un cronoprogramma per espandere la differenziata in tutta la città. Nel 2018, la differenziata coinvolgerà altri quartieri tra cui Bari Vecchia, maggiormente frequentata dai turisti, e i quartieri esterni San Paolo, Stanic, Carbonara, Ceglie e Loseto. Sono circa 100mila abitanti. Questa è una scelta strategica per arginare il fenomeno della migrazione dei rifiuti.

«Abbiamo accertato che i cittadini di altri Comuni vicini gettano i propri rifiuti nei cassonetti baresi. C’è proprio una geografia degli assi di penetrazione. Per esempio, a San Paolo giungono i rifiuti di Modugno, dove c’è una strada normale che separa i due Comuni; in via Fanelli arrivano da Valenzano; a Loseto vengono da Adelfia e da Bitritto; su San Giorgio giungono da Triggiano e Capurso; a Torre a Mare vengono da Noicattaro e Mola di Bari. Questo porta ad avere una produzione totale di rifiuti a Bari di gran lunga superiore alla media regionale, in quanto da un lato cresce la raccolta differenziata, dall’altro non diminuisce l’indifferenziato. Quindi, più velocemente interveniamo sulle periferie più riusciamo a rendere più difficile il fenomeno della migrazione dei rifiuti».

Fare la differenziata aiuta il portafoglio

I costi della raccolta differenziata stanno pesando meno sulle tasche dei cittadini?

«Quando saremo a regime, il risparmio per le tasche dei cittadini sarà più evidente e più pesante. Con la raccolta porta a porta c’è un maggiore impiego di risorse umane, però noi riusciamo a compensare i maggiori costi con gli utili aziendali: grazie ad una gestione aziendale tendenzialmente efficiente, riusciamo a compensare i costi ed a non aumentare la Tari ai cittadini, anzi, il nostro regolamento prevede che i cittadini residenti nei quartieri che hanno superato la media annua del 50% di raccolta differenziata si vedono riconoscere uno sconto del 25% della parte variabile della Tari».

Insomma, con una differenziata in rapida crescita, un’ottima qualità dell’aria ed importanti investimenti sulla mobilità ecosostenibile e sul verde cittadino, Bari presto potrebbe essere un importante esempio italiano di “città green”.

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