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Detrazioni 55% ai ripari

Salvo il cosiddetto “55%”. Secondo le prime indiscrezioni, la manovra fiscale appena varata dal governo Monti conterrebbe una proroga triennale delle agevolazioni per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Sembrerebbero però confermati sia il taglio dell’aliquota detraibile che la sua diversificazione a seconda del tipo di intervento realizzato. Secondo quanto pubblicato da Il Sole 24 Ore l’aliquota sarebbe stata portata al 52% per alcuni interventi e al 41% per altri, con una rateizzazione decennale del bonus nella stragrande maggioranza dei casi, ridotta a 5 anni per alcune eccezioni. Tra le novità: l’obbligo dell’installazione di speciali contabilizzatori di calore in caso di sostituzione delle finestre e l’introduzione di un tetto di detraibilità di 2.000 euro per l’installazione di caldaie con potenza inferiore ai 35 kW. Buone nuove con gli interventi agevolati anche per la sostituzione di scaldabagni con pompe di calore e di caminetti “aperti” con termocamini, caldaie e stufe a biomasse.

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