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Depurazione delle acque potabili in primo piano a Budva

Un gesto naturale, per tutti noi, come quello di aprire il rubinetto per riempire un bicchiere d’acqua, lavare un frutto, farci la doccia, ha alle spalle una storia ed un valore di cui molto spesso, ignoriamo l’importanza. Soprattutto perché non ci viene facile pensare che quell’acqua, così come noi la usiamo, è il risultato di un lungo lavoro di purificazione. La forte richiesta di acqua dolce nel sud Europa, tra cui l’ Italia, impoverisce le risorse idriche del pianeta (per sapere come funziona il ciclo dell’acqua CLICCA QUI ; inoltre si assiste a una peggior qualità dell’acqua da trattare dovuta a fenomeni di inquinamento di natura organica e non solo.

L’Italia può contare su 2-5mila metri cubi di acqua per abitante

Sono molti gli studi sul trattamento delle acque, sia potabili che reflue, e proprio un’azienda barese di lunga tradizione, la Chimica d’Agostino (www.chimicadagostino.com), è in prima linea nell’applicazione di nuove tecnologie. La riprova si è avuta ad Ecobiz Expo, la fiera tenutasi recentemente a Budva (Montenegro) In questa occasione è stata presentata una tecnologia per la disinfezione delle acque per uso umano, PURATEÒ(www.purate.com) , che anticipa le future normative europee. Attualmente la regolamentazione per la determinazione degli standard e per la potabilizzazione dell’acqua segue la direttiva europea 98/83/CE. All’interno di questa direttiva i vari paesi membri hanno la possibilità di variare gli standard solo in senso più restrittivo, possono aggiungere parametri chimici non presenti nella direttiva. Sono, inoltre, possibili eccezioni alla direttiva soltanto per limitati periodi di tempo. La direttiva Europea è allo studio di esperti ENDWARE (European Network of Drinking Water Regulators) di cui fa parte il reparto Acque Interne dell’ISS (Istituto Superiore della Sanità) con lo scopo di aggiornare e migliorare le procedure tecnico legislative, come l’adozione del piano di sicurezza dell’acqua che stabilirà nuovi criteri per il campionamento e per il monitoraggio dei parametri chimici e microbiologici.

Il macchinario SVP-Pure serie AD che permette di produrre in maniera affidabile e precisa una soluzione di ClO2

La nuova tecnologia presentata alla Fiera di Budva dalla Chimica d’Agostino si basa sulla disinfezione dell’acqua con biossido di cloro, ulteriormente elaborata e messa a punto dalla società olandese Akzo Nobel, detentore del brevetto PURATEÒ ed è stata già applicata con successo presso Publiacque Firenze (Toscana), Abbanoa (Sardegna), Acquedotto Pugliese (Puglia), Acquedotto Lucano (Basilicata), Siciliacque (Sicilia), Sorical (Calabria), per un totale d’acqua trattata di circa 2 milioni di m3 al giorno.

Il procedimento – Sotto il profilo tecnico, l’acqua viene sanificata con il cloro e applicazioni di Biossido di Cloro e in seguito purificata con i sali di ferro e il policloruro di alluminio ad alta basicità (che servono a far aggregare particelle di impurità facendole precipitare e bloccandole con filtri). Attualmente il biossido di cloro sta riscuotendo grande interesse grazie ai notevoli vantaggi applicativi; si tratta di un gas preparato direttamente nei siti di applicazione con appositi generatori e direttamente dosato nell’acqua da trattare. Grazie al suo alto potere disinfettante ed alla rapidità di azione è possibile ottenere ottimi risultati anche con bassi dosaggi; inoltre, a differenza del cloro o dell’ipoclorito di sodio, disinfettanti largamente utilizzati negli impianti di potabilizzazione, il biossido di cloro non forma elementi dannosi per la salute come i THM (Trialometani) di cui recentemente si è scoperta la pericolosità, in quanto cancerogeni. Inoltre il biossido di cloro permette, oltre al vantaggio di una maggior permanenza nell’acqua trattata, un risparmio economico ed una maggior flessibilità del trattamento.

Fonte www.form360.it/credits.html

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