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Depuratore Manduria, ancora incertezza

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Depuratore, la spiaggia di Specchiarica
Depuratore Sava Manduria, la spiaggia di Specchiarica

Sul depuratore di Sava – Manduria è ancora incertezza. Una situazione di stallo per una vicenda che tra proteste e proposte, va avanti da oltre un decennio

Una storia che va avanti da 14 anni. E che il 5 luglio avrebbe dovuto vivere un altro atto. Che non ci sarà. L’incontro tra i vertici istituzionali della Regione Puglia e i sindaci del territorio interessati dal depuratore di Sava – Manduria è stato rinviato. Previsto a Bari, è saltato per impegni istituzionali del sindaco di Sava, Iaia.

Vertice ri-aggiornato a data da destinarsi. Con buona pace, soprattutto, di alcuni cittadini di Avetrana che avevano già riempito un paio di pullman per manifestare nel capoluogo pugliese.

Depuratore manduria, il commento di Mario Del Prete
Depuratore, parla Mario Del Prete

Un’altra situazione di stallo. L’ennesima. Che permette, però, di fare il punto della situazione. «Non sono arrabbiato, più che altro sono deluso. Si potrebbe far meglio e decidere con più raziocinio. Come spesso accade in Italia, ci si divide tra pro e contro. Ma è più una scelta emotiva che dettata da considerazioni tecniche. Andrebbero fatte delle scelte lungimiranti e invece…». L’amaro commento arriva dal prof. Mario Del Prete, già ordinario di Geologia applicata all’Ambiente all’Università della Basilicata e per un periodo anche consulente scientifico del Comune di Avetrana. «Fino a quando ho preso atto di nuove rivendicazioni da me non condivise». In particolare, non è stato compreso – a giudizio di Del Prete – che “nel nuovo progetto della Regione Puglia fosse escluso lo scarico a mare”.

(LEGGI ANCHE: Depuratori, a rischio non solo il mare)

Non è stato sufficiente e le istanze della comunità di Avetrana hanno spinto Del Prete a defilarsi. Pur continuando a seguire con attenzione le varie fasi. «Fino a quando le scelte saranno politiche e verranno esclusi i tecnici, non si arriverà a decisioni efficienti», tuona il geologo. Contrario, in particolare, all’idea di “spostare all’interno del territorio manduriano il depuratore. Un allontanamento del depuratore dalla costa – spiega – metterebbe fuorigioco le marine. C’è una intera popolazione che non è fornita di acqua e fogna”.

Depuratore Manduria, se ne parla in Consiglio regionale

Dopo quattordici anni, però, è ancora tutto bloccato. E se ne è parlato anche in Consiglio regionale, durante il dibattito riguardante la Legge sulla Partecipazione. La consigliera regionale di Forza Italia Francesca Franzoso l’ha definita ‘l’ennesimo slogan che non sortirà alcun cambiamento’, e per argomentare la sua opinione ha citato il caso del depuratore consortile di Sava -Manduria – Marine di Manduria, ‘un’opera bloccata perché chi doveva assumersi le proprie responsabilità decisionali, il presidente Emiliano, ha scaricato tutto sulle comunità coinvolte’.

Di tutt’altro avviso il consigliere regionale di Alternativa Popolare, Luigi Morgante, che ha invece pubblicamente ringraziato Emiliano e la struttura tecnica dell’ente per l’impegno profuso, “dato che la precedente giunta regionale non aveva preso in alcuna considerazione le istanze delle comunità direttamente interessate, quelle di Manduria e Avetrana, nonostante le proteste generalizzate a ogni livello. Grazie a loro si è arrivati invece a un impianto progettuale che oggi non recepisce né la condotta sottomarina né lo scarico a mare, da noi fortemente e lungamente avversate, e quell’impianto non è in alcun modo in discussione, e rappresenta quindi un successo piuttosto che una sconfitta. Lo stallo si è invece verificato intorno all’ubicazione del depuratore, accentuato dalla mancata maggioranza dell’amministrazione comunale di Manduria sulla proposta di dislocazione del depuratore formulata dall’amministrazione di Avetrana”.

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