Deposito scorie nucleari nella Murgia, la Regione deve opporsi

Paolicelli: “Siamo pronti a convocare l’assessore all’Ambiente: è un progetto scellerato a cui l’intera regione deve opporsi”

 

Francesco Paolicelli (foto Regione Puglia)

Proteste del consigliere regionale e presidente della IV commissione Agricoltura Francesco Paolicelli perché il Ministero dell’Ambiente ha inserito Altamura, Gravina e Laterza tra le aree idonee per la realizzazione di depositi di rifiuti radioattivi. “È una scelta scellerata – ha detto Paolicelli in una nota, commentando la proposta del governo – come possono essere considerate idonee delle aree appartenenti a un parco, quello dell’Alta Murgia, che per il suo patrimonio naturale è candidato a Geoparco Unesco? Il progetto – continua il presidente della IV Commissione regionale – impatta fortemente su una zona che ha tutt’altra vocazione, come quella turistica. Ciò dovrebbe imporre scelte politiche differenti, che vadano nella direzione della tutela del paesaggio e non della devastazione preannunciata dall’arrivo delle scorie nucleari. Ritengo che il governo regionale debba opporsi al progetto. Per questo, ho depositato una richiesta di audizione congiunta della IV e V Commissione consiliare, l’assessore al ramo Maria Grazia Maraschio, perché la Puglia alzi le barricate contro un disegno che stravolge la natura del nostro territorio. Io stesso presenterò una mozione in Consiglio, per impegnare la Giunta a esprimersi contro il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica che ha pubblicato l’elenco dei Comuni ritenuti idonei ad accogliere scorie nucleari. È necessario, però – conclude – che facciano sentire la loro voce anche gli abitanti dell’Alta Murgia, organizzando una grande mobilitazione di massa come accaduto nel 2021”.

PARCO-ALTA-MURGIA
Parte del Parco Nazionale dell’Alta Murgia è coinvolta nella localizzazione del Deposito nazionale di scorie radioattive

Insomma, sembra evidente a tutti che inserire un deposito di scorie nucleari in un parco nazionale è una follia. Come mai allora il Ministero non riesce a comprendere l’errore? La situazione acquista connotati paradossali perché se l’Italia da tempo ha deciso di chiudere le centrali nucleari, queste scorie da dove proverrebbero? E come andrebbero gestite? Ma soprattutto, quale Paese o Comune italiano è disposto a stoccare rifiuti nucleari che hanno un decadimento anche di centinaia di anni, rendendo di fatto l’intera area una bomba ecologica letale per l’ambiente e per la popolazione? Il pericolo di inquinamento è tangibile. Senza considerare i costi di gestione e i problemi di sicurezza connessi, perché un banale errore rappresenterebbe una catastrofe ambientale, sociale e sanitaria. L’area sarebbe invivibile e inutilizzabile per secoli.

Attualmente, per il nostro fabbisogno energetico, il governo acquista energia elettrica prodotta dalle centrali nucleari in Francia, nonostante il “no” al nucleare. Il ministro dell’Ambiente Fratin, invece, ha aperto la porta al nucleare perché sembra che con le nuove centrali, quanto accaduto a Cernobyl e Fukushima non potrebbe mai accadere, ma nel frattempo un progetto, che coinvolge anche ENEA, sta dando ottimi risultati con il controllo della fusione nucleare, che non produce praticamente scorie, che permetterebbe così di abbandonare le centrali a fissione nucleare, che produce scorie.

Il nucleare può essere sostenibile?

Infine, se l’Italia e la Puglia in particolare stanno investendo nelle fonti energetiche rinnovabili e nell’idrogeno, perché si è tornato a discutere sull’energia nucleare? Forse perché è stata annoverata tra le fonti energetiche più green in assoluto?

Sono dunque tante le domande che richiedono risposte urgenti e convincenti. Nel frattempo è un dovere civico, morale e sociale opporsi fermamente alla scelta di un deposito di scorie nucleari in Parco Nazionale.

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