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Delitti contro l’ambiente e castigo, convegno a Bari

La Legge n. 68 del 22 maggio 2015 ha introdotto nel codice penale un nuovo titolo dedicato ai Delitti contro l’ambiente.

Per discutere delle più importanti novità di questa legge, avvocatura, magistratura e accademia si sono incontrate alla facoltà di Giurisprudenza, a Bari, per analizzare i problemi giuridici e le problematiche applicative della legge dal punto di vista di ciascuna isituzione.

Delitti contro l’ambiente - convegno giurisprudenza da sin. Domenico Minardi, Guglielmo Starace, Alessandro Dello Russo, Renato Nitti

Da sin. Domenico Minardi, Guglielmo Starace, Alessandro Dello Russo, Renato Nitti

Al convegno moderato dall’avv. Guglielmo Starace, sono intervenuti il Sostituto procuratore della Repubblica del Tribunale di Bari Domenico Minardi – “Il delitto di inquinamento ambientale” -, il Sostituto procuratore della Repubblica della D.D.A. Renato Nitti – “La disciplina delle prescrizioni a carico del contravventore” – l’avv. Alessandro Dello Russo – “Le possibili strategie difensive” -.

Ha aperto i lavori il Rettore dell’Università di Bari Antonio Uricchio, che si è detto felice «di ospitare iniziative di confronto che ci permettono di dare il nostro apporto attraverso la riflessione scientifica».

«La nuova legge ha finalmente dato dignità a un soggetto giuridico che fino a oggi non aveva un’autonomia, cioè l’ambiente – ha affermato l’avv. Starace -. Ha introdotto il titolo 6 bis nel codice penale, intitolato “Delitti contro l’ambiente”. È una legge che sicuramente è in linea con le esigenze attuali».

Novità importanti introdotte dal legislatore, rispetto al decreto legislativo n. 152 del 2006, meglio conosciuto come Testo unico dell’ambiente, la previsione di pene detentive, essendo i reati contro l‘ambiente qualificati come delitti, l’allungamento, notevole, dei termini di prescrizione riguardo alla gravità del delitto e l’introduzione della confisca obbligatoria di ciò che ha costituito il prodotto, il profitto del reato o che è servito a commetterlo, anche per il delitto di traffico illecito di rifiuti.

Delitti contro l’ambiente - convegno giurisprudenza Antonio Uricchio

Antonio Uricchio

«La normativa attraverso anche alcuni parametri elastici – ha spiegato il prof. Uricchio -, implica necessariamente anche un apprezzamento di carattere tecnico-scientifico, quindi si coniuga anche in prospettive di indagini e analisi giuridiche anche con le condizioni di carattere tecnico-scientifico».

Emergenze come quella di Taranto, hanno indotto l’Ateneo barese a investire gran parte delle proprie risorse in infrastrutture di ricerca messe interamente al servizio delle istituzioni. Il polo scientifico-tecnologico di Taranto, per esempio, realizzato da Università di Bari , Politecnico e CNR, possiede infrastrutture di ricerca e strumenti tecnologici particolarmente avanzati, come il bio-scanner e i droni.

«Su questo, chiaramente l’Università – ha concluso il Rettore – nelle sue varie articolazioni, nell’anima giuridica che ci accomuna, con ovviamente, interessi di carattere scientifico, è tutta proiettata nella direzione di affermare, appunto, il valore della tutela ambientale e di farlo, ovviamente, con strumenti in suo possesso».

L’Università di Bari ha dato vita in Italia alla Rete delle Università per la sostenibilità. Inoltre è sesta nella classifca di GreenMetric, una iniziativa aperta a tutte le Università del mondo, la quale prevede che ciascun Ateneo compili un questionario che analizza dati e risultati delle diverse strutture accademiche e sulla loro gestione, mettendo a fuoco l’operato diretto a una maggiore eco-sostenibilità.

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