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Delfini spiaggiati, il WWF richiede maggiore attenzione dalla Regione Puglia

La carcassa del delfino rinvenuta a Santo Spirito (BA)

Continuano sulle coste pugliesi gli spiaggiamenti di delfini morti. Il WWF, da anni in prima linea per la difesa e la tutela della biodiversità marina, lancia l’allarme e denuncia il fenomeno, in netto aumento rispetto agli anni passati. Tre esemplari di Stenella coeruleoalba sono stati rinvenuti tra febbraio e marzo nel Salento, rispettivamente a Vernole, Torre Chianca e Gallipoli. Un esemplare di Tursiops truncatus si è arenato a Vieste. A luglio, vicino allo Scalo dei Saraceni nel Golfo di Manfredonia, un piccolo mammifero della famiglia dei cetacei odontoceti è stato ritrovato morto sulla spiaggia libera. Altri delfini adulti, in avanzato stato di decomposizione, sono stati rinvenuti sulle coste di Trani, Bisceglie, Molfetta, S. Spirito, Mola di Bari, Brindisi Porto Cesareo e Torre Colimena. Un esemplare di Stenella – ci segnala il WWF di Taranto – si è spiaggiato a Marina di Lizzano (TA), tra Costa del Sol e Ultima spiaggia, un altro delfino, presumibilmente della stessa specie, è stato poi trovato morto, anch’esso per motivi ignoti, a 2 km dal luogo del primo ritrovamento. È stata la telefonata di un turista a segnalare la presenza dell’esemplare morto sulla spiaggia di Lizzano. Sono state, quindi, informate le Forze dell’ordine e le autorità competenti ma, nonostante la segnalazione, il povero delfino è stato buttato in un cassonetto. Questo fatto solleva una forte polemica perché chi doveva smaltire correttamente la carcassa non ha – secondo il WWF colpevolmente – provveduto a farlo, creando un grave pericolo per la salute pubblica. La prassi vuole che sia avvisata la Capitaneria di porto di competenza; questa a sua volta avverte la USL che invia un veterinario per accertare le cause del decesso ma più che altro per verificare che il mammifero non sia affetto da malattie infettive. Il veterinario quindi dispone la distruzione della carogna.

Il delfino spiaggiato a Marina di Lizzano (TA)

Il compito del recupero della carogna e della sua distruzione è affidato al servizio rifiuti speciali dell’azienda municipalizzata di igiene urbana del posto. Però, gettato via il corpo senza vita del delfino, non si sono potute accertare le cause della morte, posto che – è scritto nel comunicato del WWF di Taranto – erano evidenti le ferite causate da corpi contundenti. Di solito le cause della morte sono traumatiche, fanno sapere dal servizio veterinario della USL. In caso di malattie ci sono delle disposizioni ministeriali cui i veterinari devono dar seguito. Dato il periodo, comunque, con tanta gente al mare, gli avvistamenti delle carogne dei mammiferi sono più frequenti, con maggiore incidenza dopo le mareggiate. Molto spesso le carcasse dei delfini sono in avanzato stato di putrefazione, spesso sono scheletri, motivo per cui non è possibile fare una precisa diagnosi sulla causa della morte degli esemplari. Dall’inizio del 2011 sono stati rinvenuti in Puglia 24 delfini spiaggiati ma secondo le stime degli ambientalisti il numero reale potrebbe aggirarsi intorno ai 50 esemplari morti. Ma secondo la USL il numero rientra ancora nella norma. Il WWF, intanto, non si limita a lanciare l’allarme e si rivolge alla Regione Puglia perché provveda a tutelare gli specchi di mare antistanti le nostre coste e la biodiversità marina dei fondali pugliesi.

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