Decreto bollette, il Cdm si è espresso: Iva al 5%

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Aiuti alle famiglie in difficoltà ed eliminazione degli oneri generali. Ora il decreto legge deve essere approvato in Parlamento

 

Il Consiglio dei ministri si è espresso. Ha autorizzato il decreto legge per contenere l’aumento dei costi di luce e gas. In pochissimo tempo è stato approvato il decreto anti stangata. In circa 30 minuti è stata approvata la bozza che prevede lo stanziamento di 3 miliardi di euro per tagliare gli oneri di sistema della bolletta elettrica. Stanziati anche 450 milioni per rafforzare il bonus per le famiglie in difficoltà, con ISEE inferiore a 8.265 euro o a 20.000 euro per le famiglie numerose. A beneficiare il “bonus sociale elettrico” oltre 3 milioni di famiglie che si vedranno azzerare gli aumenti della bolletta elettrica.

Per contenere l’aumento dei prezzi dell’energia elettrica, è previsto il taglio degli oneri di sistema delle bollette elettriche. Stanziati 2 miliardi per eliminare gli oneri generali nel settore elettrico e 480 milioni per quelli del gas.

Con 700 milioni di euro sarà compensato il ricavato dalle aste delle quote di CO2, mentre 1,3 miliardi saranno trasferiti dalla Cassa per i servizi energetici e ambientali. Per 6 milioni di imprese e 29 milioni di utenze domestiche, saranno azzerate le aliquote degli oneri generali di sistema.

Per quanto riguarda il gas, per circa 2,5 milioni di persone che hanno già il bonus sociale gas, gli aumenti sono praticamente azzerati.

L’Iva, invece, dal 10% (o dal 22% a seconda dei casi) passerà al 5%, per tutti.

In Italia l’energia costa cara. Lo vediamo dalle tante voci delle bollette che parlano di servizi, tasse e oneri dovuti, sempre e comunque, che incidono sul costo finale per circa il 50%. L’Italia poi acquista materie prime per produrre energia, per cui deve sottostare agli accordi con gli altri Paesi. Per oltrepassare questo ostacolo fondamentale per lo sviluppo del nostro Paese diventa necessario iniziare a produrre energia in loco, utilizzando le fonti rinnovabili, che in Italia non mancano. Ecco perché bisogna, a livello ministeriale, snellire le pratiche burocratiche per gli investimenti nella sostenibilità e nelle fonti rinnovabili. Solo in questo modo potremmo uscire da questo “giogo energetico”.

Quanto decretato dal Cdm è comunque un risultato atteso e sperato che rientra tra le misure urgenti da attuare subito. Ma, come si sa, in Italia “fatta la legge, trovato l’inganno”.

Dobbiamo perciò aspettarci, in questo momento di “entusiasmo collettivo” per una “vittoria” sociale che evita di mettere le mani nelle tasche degli italiani, nuove azioni da parte dei gestori e del governo che dovranno poi compensare in qualche modo i ridotti introiti. La solita Vittoria di Pirro, dunque, in quanto per cambiare il Sistema Italia bisogna cambiare il funzionamento della macchina burocratica, che è alla base di tutto. Chi sarà disposto a farlo, sapendo che deve rimetterci e perdere i tanto agognati “diritti acquisiti”?

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