Decomissioning: avviato l’iter per lo smantellamento degli impianti nucleari in Italia

Impianto Eurex di Saluggia – Lavori di bonifica

Sogin – la società di Stato responsabile del decommissioning (smaltellamento) degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi compresi quelli prodotti dalle attività industriali, di ricerca e di medicina nucleare), attraverso il suo sito fa sapere di aver consegnato a ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) – ieri 2 gennaio 2015 –  la proposta di Carta delle Aree Potenzialmente Idonee (CNAPI) a ospitare il Deposito Nazionale per i rifiuti radioattivi e Parco Tecnologico.

ISPRA ha due mesi di tempo per verificare la corretta applicazione dei criteri da parte di Sogin e validare la Carta. Al termine, è previsto che entro il mese successivo, ministero dello Sviluppo Economico e ministero dell’Ambiente comunichino il nulla osta affinché Sogin pubblichi la CNAPI. La pubblicazione della Carta e quella contestuale del Progetto Preliminare – spiega la Sogin – «apriranno una fase di consultazione pubblica e di condivisione, che culminerà in un seminario nazionale, dove saranno invitati a partecipare tutti i soggetti coinvolti e interessati».

Tuttavia, da notizie ricevute all’inizio del mese di dicembre scorso – fa sapere il Comitato Sardo No scorie – pare che la scelta del sito per il deposito delle scorie nucleari sia stata e che sia caduta sulla Sardegna. «Questa scelta sarà fatta non in base alla sicurezza del nostro territorio – commenta Marco Mameli del Comitato Sardo No scorie -. Ma, in base alle ricadute economiche dell’operazione, le lobby dei trasporti e del malaffare hanno già deciso con la politica nazionale e sarda di mettere a correre centinaia di milioni di euro».

Impianto Eurex di Saluggia -I manipolatori

Il Deposito Nazionale – un’infrastruttura ambientale di superficie dove mettere in totale sicurezza i rifiuti radioattivi – consentirà la sistemazione definitiva di circa 75mila metri cubi di rifiuti di bassa e media attività e lo stoccaggio temporaneo di circa 15mila metri cubi di rifiuti ad alta attività. La sua realizzazione consentirà di completare lo smantellamento degli impianti nucleari italiani e di gestire tutti i rifiuti radioattivi, compresi quelli provenienti dalle attività di medicina nucleare, industriali e di ricerca. Insieme al Deposito Nazionale sarà realizzato il Parco Tecnologico: un centro di ricerca, aperto a collaborazioni internazionali, dove svolgere attività nel campo del decommissioning, della gestione dei rifiuti radioattivi e dello sviluppo sostenibile in accordo con il territorio interessato.

La collaborazione con enti di ricerca, università e operatori industriali, sia nazionali sia esteri, permetterà al Parco Tecnologico di integrarsi con il sistema economico e di ricerca e di contribuire a uno sviluppo sostenibile del territorio che lo vorrà ospitare. Il trasferimento dei rifiuti radioattivi in un’unica struttura garantirà – assicura Sogin – sia la totale sicurezza per i cittadini e l’ambiente sia il rispetto delle direttive europee, allineando l’Italia ai Paesi che da tempo hanno in esercizio sul loro territorio depositi analoghi.

Il Comitato Sardo no Scorie, intanto, ha indetto per i prossimi giorni un incontro pubblico, per le adesioni inviare una e-mail all’indirizzo comitatosardonoscorie@gmail.com. La sede provvisoria del comitato è presso la Confederazione Sindacale Sarda a Cagliari in Via Roma, 72.

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