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Decaro Presidente ANCI: auguri!

«Fidatevi di noi, siete in buone mani.». Si è concluso con queste parole il discorso di investitura di Antonio Decaro a presidente dell’ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani, avvenuta alla vigilia dell’inaugurazione della XVIII assemblea nazionale dell’organismo. Erano 21 anni che alla carica di presidente dell’Anci non veniva eletto un sindaco del Sud: un bel segnale per il neopresidente, che ha voluto interpretare la sua elezione come un gesto di fiducia nel Mezzogiorno.

«Io non mi sento il vostro presidente – ha detto Decaro –  io mi sento uno di noi che ha la responsabilità di rappresentarci tutti. E lo farò parlando con tutti e ascoltando tutti, come facciamo noi con i nostri concittadini.. Non farò mai alcuna distinzione, parlerò e ascolterò allo stesso modo la sindaca di Roma e il sindaco di Moncenisio, che ha poco più di 30 abitanti. Parlerò allo stesso modo con un sindaco del Nord, del Centro e del Sud del nostro Paese. Soprattutto, da presidente dell’Anci, dimenticherò di avere una tessera di partito, perché qui apparteniamo tutti allo stesso partito, il partito più amato e più votato d’Italia, quello dei sindaci».

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Il neopresidente dell’ANCI Antonio Decaro, parla all’assemblea dei sindaci d’Italia

Decaro ha ribadito il ruolo di collante che i sindaci hanno tra i cittadini e la classe politica, cui però non ha lesinato qualche stoccata:«siamo la categoria della politica che gode di maggiore fiducia (lo dicono i sondaggi, siamo i più amati dagli italiani). Siamo i meno pagati (pensate ai Comuni più piccoli), e siamo quelli che devono mollare la poltrona prima degli altri, avendo il vincolo del doppio mandato. Ma siamo i rappresentanti più vicini alle speranze e alle necessità dei nostri cittadini. E questo devono capirlo bene, una volta per tutte, i rappresentanti degli enti che sono sopra di noi. Siamo stufi di fare meglio e prima degli altri i compiti a casa, e invece di avere un buon voto, ricevere anche una bacchettata sulle mani. La nostra richiesta è una sola, e la vogliamo gridare forte: liberateci! Liberateci da vincoli ancora stretti, liberateci. E non fatelo per noi. Fatelo per l’Italia, perché liberando l’energia dei sindaci, libererete le energie delle nostre comunità e l’Italia tornerà a volare». Ed ha richiesto la stessa coesione tra primi cittadini: «Siamo e dobbiamo rimanere una grande famiglia che condivide i problemi e trova insieme le soluzioni. Per i sindaci, e per le loro comunità. Da Accumoli ad Amatrice a tutti gli altri Comuni colpiti dal terremoto. Da Zapponeta ad Ercolano. L’Anci deve trasformarsi da sindacato dei sindaci a sindacato dei cittadini, da sindacato dei Comuni a sindacato delle comunità».

Soddisfazione dal capogruppo di maggioranza del Consiglio metropolitano di Bari, Domenico Cardascia, che a nome di tutti i colleghi, chiede «di proseguire nel dialogo e nel confronto costante con il Governo nazionale alla vigilia delle nuove riforme istituzionali che interessano anche gli Enti locali e le Città metropolitane». Congratulazioni e auguri di buon lavoro anche dal presidente ANCI Puglia sen. Luigi Perrone, che sottolinea il ruolo decisivo dei comuni pugliesi nel sostenere la candidatura di Decaro e la necessità di continuare il dialogo col Governo «per il riconoscimento dell’autonomia finanziaria, fiscale ed organizzativa dei Comuni, per affrontare i temi del mezzogiorno, in particolare la questione dello sblocco assunzionale, vista la disastrosa situazione del personale dei Comuni pugliesi, ultimi in Italia per rapporto dipendenti/abitanti».

 

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