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Debutto europeo per il Solar Decathlon a Madrid

Case solari e team universitari. Primo posto all‘Università Politecnica statale della Virginia. Seconda posizione per l’Università di Scienze applicate di Rosenheim in Germania. Terza classificata, l’Università di Scienze applicate di Stoccarda. A seguire, Siviglia, Finlandia, Berlino, Shangai… Questo il verdetto del primo Solar Decathlon Europa.

il logo della competizione

il logo della competizione

Solar Decathlon è una competizione organizzata dal Dipartimento di Stato Americano dell’Energia in cui le università, da ogni parte del mondo, gareggiano con progetti di design per la costruzione di case autosufficienti, alimentate da energia solare. La rassegna, nata nel 2002 con sede a Washington, ha debuttato in versione europea nel giugno di quest’anno a Madrid. SD Europe 2010 ha così visto partecipare 17 università da 17 differenti nazioni con l’intento di coinvolgere gli studenti al tema dell’efficienza energetica, di sensibilizzare il pubblico alle enegie rinnovabili, di incoraggiare l’uso delle tecnologie solari e di dimostrare le alte performance di questi edifici biosostenibili.

il momento della proclamazione

il momento della proclamazione

Nella fase finale della competizione, le squadre assemblano i loro prototipi in quella che viene chiamata Villa Solar, un villaggio solare poco distante dal Palazzo Reale di Madrid. Quindi i prototipi competono nel decathlon, ossia in dieci diversi contesti, per dimostrare la loro capacità energetica guadagnando il proprio punteggio sul campo secondo criteri che appunto valutano: architettura, ingegneria, sistemi solari e acqua calda, bilanciamento energetico, comfort, usabilità, piano di comunicazione, attuabilità di mercato, innovazione e sostenibilità.

Primo posto dunque alla Lumenhaus del team della Virginia, ispirata alla Farnsworth House di Mies Van Der Rohe con la sua configurazione di forte transizione tra interni ed esterni. Un sistema aperto, dove giocano le trasparenze e l’espandersi degli spazi. Con ogni area studiata per una specifica attività, ma disegnata in modo flessibile, tramite una modularità che la rende molto adattabile. Un sistema di riscaldamento e raffreddamento a pavimento con pompe geotermiche che producono acqua calda. Oltre ad un impianto fotovoltaico, comandabile attraverso un semplice iPhone, per regolare l’elettricità e altri dispositivi di intrattenimento.

il primo premio della competizione: Lumenhaus, un esempio di casa solare passiva

il primo premio della competizione: Lumenhaus, un esempio di casa solare passiva

Poi ancora la Ikaros. Uno stile piano e linee dritte che donano alla casa un look moderno, con ampio utilizzo di elementi in vetro. Oltre a pannelli fotovoltaici e temperature regolate per tramite di un sistema solare. O la Stuttgart Team. Pensata sulla scia di condizioni climatiche estreme come quelle di cui si ha esperienza in zone desertiche. Principi di costruzione tradizionali, pannelli solari, anche qui modularità, materiali moderni, una torre per catturare il vento e regolare la temperatura interna.

E ancora. La Luuku finlandese costruita in legno secondo la tradizione di quelle terre. La Bamboo House, ben studiato connubio di tradizione orientale e nuove tecnologie. La berlinese Living Equia, l’Armadillo Box di Grenoble… Una curiosità? La filiale spagnola dei fratelli iGuzzini di Recanati collabora come parner tecnologico con il Solar Kit di Siviglia e il Low3 di Catalogna. Con 190mila visitatori, l’appuntamento al Solar Decathlon europeo è al 2012.

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