Dalle sneakers alle borse, come è bello indossare i rifiuti

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Sneakers di seconda mano decostruite quindi riassemblate con l'aggiunta di materiali innovativi come il sughero

 Nel cuore della circular economy: 5 progetti elaborati dai designer europei di WORTH Partnership Project con l’obiettivo di riutilizzare risorse e materiali e proteggere l’ambiente

Costumi creati utilizzando filati “amici dell’ambiente” che consentono di tutelare l’ambiente e la salute di chi li indossa, materiali nati dal riutilizzo delle reti da pesca abbandonate e combinati per creare borse uniche ed esclusive, rivestimenti murali in legno che danno nuova vita ai materiali scartati quando gli alberi vengono abbattuti, sneakers di seconda mano reinventate grazie all’utilizzo di materiali inediti e naturali come ad esempio il sughero, gioielli contemporanei creati grazie alla combinazione di materiali creati a partire dagli scarti dell’industria alimentare con altri come oro, argento, carta velina e carbone. Questi sono solo alcuni degli incredibili prodotti realizzati dai designer europei selezionati nell’ambito di WORTH Partnership Project, progetto finanziato dalla Commissione Europea che si propone di sostenere collaborazione tra PM e start-up di designers, produttori e imprese tecnologiche per creare nuovi prodotti e realizzare idee innovative e dirompenti.

Smaltimento rifiuti, un problema di tutta Europa

«Ogni anno nell’Unione Europea vengono prodotte 2.5 miliardi di tonnellate di rifiuti, questo dato evidenzia come la transizione verso un’economia circolare sia quantomai necessaria. Estendendo il ciclo di vita dei prodotti, infatti, si può contribuire a ridurre i rifiuti generando ulteriore valore a partire da qualcosa di preesistente», spiega Korina Molla, project leader di WORTH Partnership Project. «Sposando appieno il concetto di economia circolare e riconoscendo la sua crescente importanza, abbiamo selezionato diversi progetti creativi che mirano a riutilizzare prodotti e materiali già esistenti e normalmente scartati dal mercato – come le reti da pesca o i materiali di scarto dell’industria alimentare – e crearne di nuovi che abbiamo un basso impatto sull’ambiente, con un’attenzione particolare al design, al gusto personale e alle esigenze dei consumatori».

 Un progetto che premia i creativi green

WORTH Partnership Project è il più grande incubatore europeo in ambito creativo, con 152 progetti selezionati che coinvolgono 345 partner provenienti da 34 Paesi EU-COSME – dalla Francia alla Germania, Spagna, UK Italia, senza dimenticare Olanda, Slovenia, Moldavia, Estonia, Svezia, Finlandia, Montenegro, Serbia, etc. Questo progetto della Commissione Europea è un laboratorio unico dove i designer europei possono sperimentare i vantaggi offerti da collaborazioni transnazionali e dalla partecipazione a un mercato interno di oltre 500 milioni di persone.  Ecco i progetti selezionati.

Oceanwear, il costume da bagno eco-friendly

OCEANWEAR_Nazioni coinvolte: Germania, Finlandia – La collaborazione tra lo studio tedesco di design e consulenza Beneficial Design Institute, e il brand di abbigliamento finlandese  Tam-Silk Oy ha portato allo sviluppo di un costume da bagno ideato utilizzando un filato polimerico biodegradabile che consenta di tutelare l’ambiente così come la salute di chi lo indossa, senza però dimenticare lo stile.

Il team ha lavorato a questo progetto con l’obiettivo di trovare una risposta all’inquinamento di uno degli ecosistemi più sensibili al mondo: gli oceani.  Fino a 12,7 milioni di tonnellate di plastica ed enormi quantità di microplastiche entrano ogni in circolo nei corsi d’acqua, dove impiegheranno 500 anni per biodegradarsi. I costumi da bagno, purtroppo, sono realizzati con le stesse fibre sintetiche per garantire resistenza all’acqua, al cloro e ai raggi UV e una rapida asciugatura del tessuto. Per questo motivo, contengono stabilizzanti, ammorbidenti, additivi e altre sostanze chimiche come i PFC, che sono estremamente dannose per l’ambiente marino.

The Ghost Bag: borse dalle reti fantasma

THE GHOST BAGNazioni coinvolte: Francia, Olanda – Creare un materiale innovativo partendo dai rifiuti abbandonati in mare e utilizzarlo per dare vita a una borsa esclusiva e amica dell’ambiente: è questa l’idea alla base del progetto The Ghost Bag creato da New Relation, progetto parigino del fashion designer Mattia Akkermans e dell’artista-coreografo Morgan Belenguer,  e da Polymer Science Park, associazione olandese che si occupa di innovazione nell’ambito delle tecnologie di lavorazione dei materiali polimerici.

Si stima che le reti da pesca abbandonate, note anche come reti fantasma, ammontino a 640.000 tonnellate, ovvero il 10% dei rifiuti marini del mondo. Ogni anno sono responsabili dell’intrappolamento e dell’uccisione di milioni di animali marini e della barriera corallina, sono uno dei principali simboli dell’eccessivo sfruttamento degli oceani.  The Ghost Bag è stata ideata grazie ad un tessuto creato a partire da questi materiali riciclati, intrappolati in tessuto di nylon rigenerato ECONYL *, ed è essa stessa riciclabile. Ogni pezzo sarà unico e speciale, in quanto le reti utilizzate saranno posizionate ogni volta in modo diverso e sarà integrato in un sistema di riciclo a circuito aperto.

«La linea di produzione sarà tutta europea: le reti da pesca saranno fornite da una cooperativa di pescatori dei Paesi Bassi che lavora alla bonifica del Mare del Nord, i filati e il tessuto ECONYL saranno realizzati in Italia e le borse saranno prodotte a Parigi. Con la tracciabilità della linea di produzione vogliamo garantire un prodotto di altissima qualità, che sarà unico nel suo genere». Spiega Mattia Akkermans di New Relation.

Pineskins Soft Wall Tiles: la corteccia non si butta

pineaskins soft wall(Jovi Fotógrafos)
(Jovi Fotógrafos)

Nazioni coinvolte: Paesi Bassi, Spagna – Una collezione di rivestimenti murali in legno dai colori caldi che dà nuova vita ai materiali scartati quando gli alberi vengono abbattuti, tra cui la loro corteccia. Questo progetto, nato dalla collaborazione tra lo studio della designer Sarmite Polakova e l’azienda spagnola Seistag, nasce dalla constatazione che le risorse del nostro pianeta sono costantemente prosciugate, affrontando il tema del consumo eccessivo delle foreste, in particolare degli alberi dl pino.

La corteccia dei pini è considerata un sottoprodotto dell’industria del legno e quando l’albero viene tagliato viene scartata, ma, se correttamente raccolta e trattata, può diventare un materiale versatile con una forte identità e con varie possibilità di applicazione. Il tutto seguendo l’attuale trend di mercato che vede un sempre maggior orientamento verso materiali naturali e sostenibili. La corteccia di pino, infatti, può essere ricavata soltanto da alberi abbattuti e non da piante viventi. Trattata nel modo corretto, la corteccia mantiene flessibilità, colore e texture e può essere utilizzata successivamente. «La sua lavorazione comporta costi elevati e la sua disponibilità è limitata; abbiamo lavorato sulla ottimizzazione del prodotto nel rispetto del concetto di sostenibilità, anche creando una rete di contatto con i tagliaboschi in modo da poter aver accesso alla corteccia», spiega Sarmite Polakova di Studio Sarmite.

Sole Sustainability: sneakers “quasi” riciclate

SOLE SUSTAINABILITYNazioni coinvolte: Olanda, Italia – E’ un dato di fatto che, nella maggior parte dei casi, le sneakers che si usurano vengono scartate e sostituite piuttosto che riparate. Questo progetto, nato dalla collaborazione tra il brand olandese di footwear genderless Peterson Stoop e l’azienda italiana di produzione di suole per scarpe Givans Fondi, ha voluto farsi carico di questo problema, trovando un’originale soluzione che consiste nel decostruire le sneaker di seconda mano, per poi riassemblarle utilizzando materiali inediti e naturali come ad esempio il sughero. Si viene così a creare un prodotto con caratteristiche distintive che lo rendono esteticamente unico nel suo genere.

Le scarpe sono già in commercio e possono essere acquistate sul sito https://petersonstoop.com/

Hollow: A Lie Story, gioielli tra oro e carta velina

HOLLOW A LIE STORYNazioni coinvolte: Romania, Spagna – Una collezione di gioielli contemporanei e particolarissimi, creati grazie alla combinazione di materiali non tessuti riciclati e innovativi con altri come oro, argento, carta velina e carbone. Frutto della collaborazione tra la designer di gioielli Angela Ciobanu e l’azienda spagnola Innovarty consulente per l’innovazione di prodotto e la creazione di materiali avanzati, questo progetto ha visto nascere una collezione di gioielli ideata a partire dai materiali di scarto dell’industria alimentare e di quella tessile.

I residui della produzione di queste industrie sono stati utilizzati per creare degli inediti non-tessuti e sono stati poi combinati con elementi preziosi come l’oro e l’argento ed hanno consentito di creare una collezione davvero unica nel suo genere.

«Con questo progetto volevamo creare una serie di pezzi di gioielleria contemporanea, con un’estetica unica, che potessero trascendere l’idea che un gioiello debba essere solo un ornamento per il corpo», spiega la designer Angela Ciobanu: «Attraverso un’attenzione particolare al concetto di sostenibilità, la collezione mira a ridefinire le nozioni di preziosità e valore nella gioielleria e nella moda».

I gioielli sono già in commercio e possono essere acquistati al seguente link https://shop.notjustalabel.com/

 

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