Dalle piastrelle un contributo alla sostenibilità ambientale

Non è fantascienza. Forse qualche anno fa poteva considerarsi tale. Non è ancora sufficientemente diffuso – al sud si risente di questo – ma il trend attuale, rafforzato dai successi e dalle presentazioni nelle più importanti fiere del settore, è sicuramente quello di seguire l’ecosostenibilità nel settore ceramiche. La parola green è sulla bocca di tutti i produttori ed è ben espressa dall’innovazione tecnologica e dei materiali. Piastrelle che sembrano legno e ceramica che sembra marmo, una rivoluzione dell’intera filiera che è riuscita davvero nell’obiettivo di riduzione del suo impatto ambientale. In più c’è da aggiungere che l’Unione Europea si è impegnata a diminuire le emissioni di CO2 rispetto alla quota del 1990, in accordo con il protocollo di Kyoto.

Nuove tecnologie permettono di applicare anche su terrazzi e facciate degli edifici ceramiche che "catturano" l'energia solare

Poiché il settore dell’edilizia è responsabile del 35% di emissioni di gas serra e del 40% dei consumi energetici della comunità Europea, la UE ha impostato, infatti, sulla base di precise normative, una politica di sostenibilità delle costruzioni. Politica che può vantare interessanti risultati ancora poco conosciuti e apprezzati.

Illustri sconosciute – Sono in pochi, ad esempio, a conoscere un tipo particolare di ceramica fotovoltaica che coprendo il pavimento preesistente dei terrazzi(ma anche ricoprendo le facciate) produce energia senza alterare l’estetica dell’edificio (per saperne di più leggi qui). Ed è di poche settimane fa la distribuzione sul mercato di piastrelle dalla superficie “attiva”, come precisa la casa produttrice, piastrelle, cioè, che grazie alla presenza di biossido di titanio ed elementi metallici attivi, non si limitano a rivestire il pavimento ma, tra le varie cose, contribuiscono all’abbattimento delle sostanze nocive presenti nell’ambiente e garantiscono un effetto igienizzante anche in ambienti chiusi.

Dal portale www.laceramicaitaliana.it cogliamo inoltre altre preziosi informazioni che mettono in evidenza come prima cosa un dato di fatto incontestabile “la ceramica è già di per sé un prodotto naturale, realizzato con acqua e argilla e utilizzato da secoli e quindi la sostenibilità è un requisito intrinseco al prodotto stesso.

Le piastrelle sempre più spesso imitano con ottimi risultati i materiali naturali

Le piastrelle sono igieniche, convenienti (dissipano il calore gradualmente), durature (ciclo di vita superiore ai 50 anni), non tossiche, riciclabili, resistenti a situazioni di elevato stress ambientale (incendi, agenti prodotti chimici) e garantiscono un risparmio energetico (in particolare le pareti ventilate per esterni)”. E’stato facile quindi “partire – leggiamo ancora nell’introduzione del portale –  da questa realtà per l’industria ceramica italiana sviluppare la ricerca e le  tecnologie per raggiungere obiettivi importanti, come migliorare i processi produttivi per ridurre le emissioni inquinanti e risparmiare risorse naturali; migliorare la qualità della vita e dell’abitare con un prodotto igienico, privo di emissioni nocive e utilizzabile in ogni ambiente; contribuire a realizzare edifici ecocompatibili in termini di risparmio energetico e durabilità. Il percorso della ceramica italiana verso la sostenibilità si è concentrato sia sul processo produttivo sia sul prodotto: l’eliminazione dei materiali nocivi nella cottura e l’ottimizzazione nel ciclo di produzione (ciclo di combustione) hanno portato la nostra industria ad ottenere importanti certificazioni ambientali di processo: EMAS e ISO 14001″.

L'UE ha impostato una politica di sostenibilità delle costruzioni per abbattere il 35% di emissioni di gas serra di cui il settore dell'edilizia è responsabile

Tecnologie al servizio della sostenibilità ambientale –  L’industria ceramica italiana oggi applica le BATBest Available Techniques – , cioè tecnologie avallate da norme internazionali tanto che le piastrelle made in Italy possono vantare oggi due tra le più importanti certificazioni mondiali di prodotto, Ecolabel (che impone limiti vincolanti in relazione alle emissioni inquinanti e al consumo di materie prime e di energia) e Leed (che prevede l’utilizzo di materiali di riciclo pre e post-consumer come il vetro derivante ad schermi di televisori a tubo catodico dismessi, il contenimento delle isole di calore, l’innovazione di design e tecnologica, ecc.).

E’ il distretto di Sassuolo l’area in cui si concentra la massima presenza di produzione ceramica e dove si concentrano progetti e iniziative, come la certificazione di distretto, il bechmarking ambientale, il bilancio ambientale, tutte in partnership di Confindustria ceramica con Università, centri ricerca e Amministrazioni nazionali e locali.

 

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