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Dall’amianto al solare: istruzioni nei processi di bonifica e conversione

Si chiama Punto Amianto l’interessante iniziativa del Comune di Parabiago (MI): uno sportello informativo, aperto dal 30 settembre, nato con lo scopo di assistere i cittadini e le imprese nonché di diventare punto di riferimento per lo smaltimento delle strutture in eternit, favorendo la conversione delle stesse grazie all’impiego di pannelli fotovoltaici.

Tetto in eternit prima della bonifica

Attualmente la normativa nazionale in merito alla “questione amianto”, obbliga a valutare lo stato delle strutture in eternit entro il 2011 e la loro totale rimozione entro il 2016. Un passo in avanti per raggiungere questo obiettivo viene dal “Conto Energia”. Infatti il decreto ministeriale 19/2/07 riporta, nell’art. 6, un aumento dei contributi statali del 5% della somma totale prevista, per l’attuazione di interventi di bonifica dell’amianto e per la conversione in loco di impianti fotovoltaici.

Opera in corso di bonifica dell'amianto

Passare dai pannelli in amianto ai pannelli fotovoltaici è, insomma, concretamente possibile grazie a strutture come quella del tetto energetico. La tecnologia adottata nel processo di conversione non è la stessa applicata all’installazione tradizionale del fotovoltaico. Occorre per questo operare un iter di riqualificazione energetica che porti allo smantellamento delle coperture in eternit, sostituite da un impianto fotovoltaico ad integrazione architettonica totale: in pratica un apparato che integri le stesse funzioni strutturali precedenti per l’edificio (in amianto erano, appunto, tetti, coperture, facciate) ad un altissimo rendimento energetico.

Le aziende che adotteranno questo tipo di bonifica potranno beneficiare degli incentivi statali per far rientrare la loro condizione nella legalità delle normative previste, con in più il vantaggio di poter produrre un surplus di energia destinato alla vendita in rete: un investimento di questo tipo mira, quindi, a coniugare il processo di bonifica al profitto per le aziende.

Installazione dell'impianto fotovoltaico

La tecnologia del “tetto energetico” si basa sulla facilità di applicazione presso tutte le tipologie di superficie: i pannelli adoperati non sono quelli tradizionali ma pannelli in silicio amorfo. Con speciali celle fotovoltaiche in questo materiale è possibile realizzare la tradizionale conversione dell’energia solare in energia elettrica, senza influire negativamente né sull’efficienza di conversione né tantomeno sulla durata delle prestazioni nel corso del tempo. L’utilizzo del tetto energetico scongiura, tra l’altro, l’imperante tendenza a realizzare impianti fotovoltaici a terra: nessun terreno verrà sottratto in tal modo all’agricoltura. In ultimo, ma non meno importante, vi è l’abbattimento dei costi di manutenzione delle costruzioni architettoniche: costi che, con questa tipologia di conversione, saranno totalmente eliminati garantendo invece all’azienda un’entrata economica sicura attraverso la produzione di energia elettrica in spazi che, altrimenti, resterebbero inutilizzati.

La necessità di arrivare ad un punto di incontro tra aziende e Stato nei processi di bonifica dell’amianto non costituisce una situazione marginale nel panorama italiano: Legambiente ha stimato tutt’oggi la presenza in Italia di circa 50mila edifici, tra pubblici e privati, costituiti da eternit. E il danno ambientale è un danno alla salute del cittadino: solo dal 1993 al 2004 si sono registrati 9mila casi di decessi per mesotelioma.

Impianto fotovoltaico completato

Oltre ad iniziative come quella del Comune di Parabiago uno strumento concreto viene dalla stessa Legambiente. Infatti, con la collaborazione della società di consulenza ambientale AzzeroCO2, ha messo a punto Provincia eternit free: convertire l’amianto con il fotovoltaico anche attraverso l’opzione di sostituire a costo zero la copertura in eternit in cambio della cessione del diritto di superficie, senza dover così investire nel capitale iniziale.

Passare dall’amianto al solare dunque  è possibile, quasi indispensabile: gli strumenti ci sono tutti.

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