Dalla raccolta differenziata si misura il senso civile degli italiani

L’87% dei cittadini si reputa attento all’ecologia e l’88% considera la raccolta differenziata un importante indicatore di senso civico.

 

La “qualità dell’ambiente” entra di diritto tra gli aspetti importanti della vita, come la “salute” e la “famiglia”, superando la “sicurezza per il futuro” e il “lavoro”. A confermarlo è l’edizione 2024 di Civicness, il tradizionale appuntamento biennale con l’Osservatorio sul senso civico degli Italiani presentato in occasione dell’evento di apertura della Milano Civil Week da Nando Pagnoncelli (Ipsos), alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Istituzioni, Repubblica e Democrazia entrano naturalmente in contatto con le tematiche ambientali, essendo “l’ambiente” tutelato dalla Costituzione all’articolo 9. L’Osservatorio rileva come l’ambiente e l’impegno in suo favore crescano come «valori» per gli italiani, pur rimanendo dietro all’ordine e al rispetto delle leggi, a parimerito con la solidarietà verso gli altri. Guardando al trend dal 2001, l’impegno verso l’ambiente è (dopo l’impegno politico) il valore che fa registrare una crescita, insieme all’impegno sociale e alla libertà da ogni vincolo.

Gli italiani e il senso civico: il focus sulla raccolta differenziata

L’impegno per la collettività si concretizza anche prendendosi cura dell’ambiente circostante con gesti individuali quotidiani. In questo scenario, restano stabili le preoccupazioni per il cambiamento climatico, la produzione eccessiva di rifiuti e l’inquinamento dell’aria, e tra i comportamenti inaccettabili l’abbandono di rifiuti in luogo pubblico è secondo solo al danneggiamento di beni pubblici. L’impegno ambientale resta dunque tra le priorità: in tal senso, la raccolta differenziata, uno degli esempi più rappresentativi, per l’88% degli italiani è un importante indicatore per il senso civico, in grado di portare benefici concreti alla comunità e in cui ognuno è chiamato a fare la propria parte.

Nel compiere questo gesto quotidiano correttamente emerge con forza l’importanza delle informazioni relative alla gestione degli imballaggi: in un focus dedicato ai cartoni per latte e per alimenti, si evince come le indicazioni per il conferimento siano consultate dal 74% degli intervistati mentre nel caso in cui questi imballaggi sono molto sporchi il 70% del campione li pulisce prima del conferimento ma il 9% li mette ancora nell’indifferenziato.

“L’impegno nel fare la raccolta differenziata di carta e cartone si traduce anche nei numeri, in crescita costante – commenta Carlo Montalbetti, Direttore Generale di Comieco – se nel 1985 si raccoglieva appena 1 milione di tonnellate di materiali cellulosici, oggi siamo oltre 3,6 milioni di tonnellate. Inoltre, nel 2023 il tasso di riciclo dei soli imballaggi cellulosici ha superato il 90%: un risultato che ci pone con orgoglio tra i primi Paesi in Europa, ben oltre gli obiettivi dell’Unione Europea al 2030.”

Non solo raccolta differenziata: le altre buone pratiche ambientali

Tra i più noti comportamenti considerati virtuosi verso l’ambiente, dopo carsharing (59%), il mercato degli agricoltori (52%), gli orti urbani (51%) e la doggy bag (46%). Tra gli atteggiamenti maggiormente adottati ci sono mercati agricoli (22%), doggy bag (18%) e riciclerie (12%). Da segnalare inoltre la buona propensione all’utilizzo futuro da parte dei non utilizzatori attuali, con un potenziale del 62% per doggy bag e del 63% per le riciclerie.

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