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Dalla Puglia in Francia per una cattedrale romanica

Nel Sud Est della Francia, lungo l’autostrada che collega Parigi a Nizza c’è Brignoles, la cittadina dove due anni fa è stata posata la prima pietra di una Cattedrale il cui progetto porta la firma degli architetti pugliesi Giuseppe Fallacara, Marco Stigliano e Marco Lomascolo.

uno scorcio della città di Brignoles

uno scorcio della città di Brignoles

Nel 2006 Giuseppe Fallacara e il suo staff hanno realizzato nell’ambito della sezione Città di Pietra per la X edizione della Biennale Architettura di Venezia, l’Obelisco e il Portale di ingresso del Padiglione Italiano. Proprio il Portale con la tipica “volta a botte” realizzato in pietra leccese da taglio con motivo a intreccio e giuntata a secco, ha indotto l’Atèlier de la pierre d’angle e l’antica corporazione dei Compagnon du tour de France a scegliere il progetto e ad affidare ai giovani architetti pugliesi l’incarico di progettare una Cattedrale che riunisse e racchiudesse la tradizione e le tecniche costruttive delle città di pietra tipiche del Mediterraneo.

Il portale in pietra leccese realizzato per la Biennale di Venezia

Il portale in pietra leccese realizzato per la Biennale di Venezia

La Cattedrale, dedicata a San Pietro e ai Santi Incoronati – scalpellini trucidati da Diocleziano perché avevano rifiutato di scolpire la sua statua -, nasce dunque per volontà dell’Atèlier de la pierre d’angle (l’Apa) e della corporazione dei Compagnon du Tour de France. Il primo è una scuola per carpentieri e scalpellini che in Francia porta avanti un progetto di inclusione sociale per giovani a rischio; la seconda è la più rigorosa istituzione in Europa di trasmissione del sapere e dell’esperienza pratica delle competenze professionali che incentra la formazione con un tirocinio intensivo, il cosiddetto Tour de France, che consiste nel viaggiare per molti anni transitando da città, imprese edili e cantieri unendo la pratica diurna allo studio serale. I committenti cercavano dei realizzatori per i loro progetti e li hanno trovati nella scuola barese della facoltà di architettura dove i giovani architetti, guidati da Claudio D’amato Guerrieri, studiano il taglio della pietra; in Puglia infatti il dipartimento Icar 14 della Facoltà di Architettura del Politecnico di Bari, da anni si occupa di progettazione e costruzione in pietra secondo i criteri della stereotomica, l’arte moderna del taglio della pietra. Il progetto, fiore all’occhiello della scuola di architettura barese, impegnerà per oltre dieci anni centinaia di scalpellini, carpentieri ed architetti con costi di circa sei milioni di euro.

Il progetto architettonico della Cattedrale unisce diversi stili riconducibili alla Chiesa delle origini, con un impianto centrale e la copertura ad archi incrociati che rimanda alle volte stellate di Guarino Guarini, secondo lo schema delle moschee islamiche, delle chiese cattoliche armene e della moschea di Paolo Portoghesi a Roma. Nella Cattedrale ritorna il tema della Corona, il simbolo universale e comune a tutte le religioni; questa è riferita sia ai quattro Santi incoronati che alla corona di spine che converge in archi incrociati, una soluzione che compare per la prima volta in Armenia, avamposto cattolico nell’Islam.

progetto a cura del dipartimento di architettura del Politecnico di Bari per una cattedrale a Brignoles (Francia)

progetto a cura del dipartimento di architettura del Politecnico di Bari per una cattedrale a Brignoles (Francia)

progetto a cura del dipartimento di architettura del Politecnico di Bari per una cattedrale a Brignoles (Francia)

progetto a cura del dipartimento di architettura del Politecnico di Bari per una cattedrale a Brignoles (Francia)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tutte le misure sono con “numeri aurei” perché la stereotomia è la disciplina che custodisce i segreti della geometria costruttiva che determina la transizione dal rettangolo al cerchio passando attraverso il quadrato e l’ottagono; il rettangolo aureo determina l’intera geometria dell’impianto e tutte le sue sottoparti. L’altare è sull’asse Est-Ovest mentre l’impianto all’esterno ricorda gli ingressi alle moschee ottomane ma ha origini più antiche e riflette sul quadriportico il filtro che divide la vita caotica da quella spirituale. Il campanile è staccato dal corpo principale della Cattedrale che si leva da uno specchio d’acqua (simbolo della purezza) che simboleggia il trascendentale che nasce dall’immanente.

Clicca qui per vedere il progetto

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