Input your search keywords and press Enter.

Dalla cura dei corpi alla cura degli intelletti: ecco il Polo Umanistico dell’UniFg

Come appare oggi la Sala lettura nella Biblioteca del Polo Umanistico dell’Università degli Studi di Foggia

Ci sono edifici, luoghi e spazi fisici che – nel tempo – cambiano nome e destinazione d’uso. Cambiano volto e pelle insieme alla città che li ospita e che li rende diversamente funzionali. E’ il caso del Polo Umanistico (già sede della Facoltà di Lettere e Filosofia) dell’Università degli studi di Foggia, struttura recentemente ristrutturata e riqualificata senza cancellare le tracce delle sue origini.

Una storia lunga otto secoli –  Il complesso conserva memoria dei suoi vari passaggi di secolo, dalla nascita della fondazione celestina dedicata a Santa Caterina, nel settore nord-occidentale della città medievale, nel XIV secolo, alla nascita del complesso ospedaliero fondato da San Giovanni di Dio dei “Fatebenefratelli” che lo resse fino al 1883. Successivamente cambiò nome in Ospedale Civico, Ospedale Umberto I e Ospedali Riuniti Vittorio Emanuele II, continuando a svolgere analoghe funzioni fino al 1970. Il passaggio da «luogo di cura dei corpi a quello di cura degli intelletti», come lo ha definito il Governatore della Puglia, Nichi Vendola, è avvenuto nel 2000, quando l’allora rettore Antonio Muscio vide in quella struttura – con una buona dose di immaginazione e fantasia – la futura sede della Facoltà di Lettere.

Se tre anni sono pochi – Per trasformare l’edificio di via Arpi – nucleo storico, cuore cittadino – in una «casa degli studi umanistici» (così l’ha definita il rettore Giuliano Volpe, ndr), sono serviti poco più di tre anni – dall’ottobre del 2008 al marzo del 2012 – e fondi per 5milioni 366mila euro (l’80% dei quali provenienti dai fondi regionali Cipe 2004, il restante da risorse dell’università). Nonostante la struttura fosse pronta da più di un anno, non c’è mai stato un vero e proprio “taglio del nastro” perché, in fondo, in quei locali non sono state mai interrotte le attività accademiche. Anzi, studenti, dipendenti, docenti e ricercatori hanno imparato negli anni a convivere con il cantiere, seguendo quotidianamente l’andamento dei lavori di riprogettazione e ammodernamento degli ambienti, lotto dopo lotto. L’organismo attuale – esito, quindi, dell’aggregazione di corpi di fabbrica di diverse epoche storiche – occupa un’area complessiva di 4600 metri quadri, 7mila dei quali di superficie coperta e distribuiti su tre livelli fuori terra e un livello seminterrato (quest’ultimo ospita i laboratori di archeologia). Recenti scavi archeologici effettuati, in loco, durante i lavori hanno consentito la riscoperta del chiostro, alcune sepolture e varie strutture di età medievale e moderna. Al piano terra trovano posto una biblioteca comoda e ben servita, due aule seminari, le segreterie e gli uffici amministrativi. Al primo piano, invece, vi sono 7 aule di diverse dimensioni, tra cui l’aula magna, per complessivi 550 posti. Sempre al primo piano trovano spazio 23 studi e laboratori che, insieme agli spazi per le associazioni studentesche e luoghi ricreativi, fanno il paio con gli altri 21 studi e laboratori del piano superiore.

Da sin.: il Governatore della Regione Puglia Nichi Vendola, il Ministro ai Beni culturali Massimo Bray e il rettore dell’Università di Foggia Giuliano Volpe, durante la presentazione del Polo Umanistico a Foggia

Il total withe che dà vita – Occasione più che pertinente, per presentare ufficialmente alla città il nuovo Polo Umanistico è stata la visita del Ministro per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo, l’onorevole Massimo Bray giunto in città per la giornata di studi sul tema “Patrimoni culturali e paesaggi di Puglia e d’Italia tra conservazione e innovazione”. Un’occasione di confronto e dibattito sulle questioni più attuali legate alla valorizzazione, tutela e fruizione del patrimonio culturale e paesaggistico, tematiche perfettamente in linea con il progetto della nuova sede del Dipartimento di via Arpi, esempio concreto di un riuscito intervento di riqualificazione edilizia a metà strada tra conservazione e innovazione. L’atmosfera complessiva è rigorosa e minimalista (in linea con le “vite precedenti” della struttura), sottolineata dal total white delle pareti e degli arredi. Nel corso dei lavori, inoltre, è stato recuperato l’impianto a corte dell’edificio e valorizzato il piccolo chiostro centrale, il cui nucleo è stato racchiuso da ampie vetrate che lo rendono accessibile grazie a porte e infissi al piano terra, e due balconi al piano superiore. Recuperate le volte e le arcate in mattoncini a vista che oggi caratterizzano la biblioteca e la sala lettura della struttura, ambienti che ogni giorno sono frequentati da centinaia di studenti.  «Siamo al traguardo di un’operazione che proietta un processo di riqualificazione urbana sull’intera città di Foggia – ha spiegato ancora Vendola – In questi antichi e meravigliosi immobili, che erano stati abbandonati per decenni all’incuria e resi simbolo del degrado, oggi si celebra un fiore all’occhiello per l’Università e per la città di Foggia. Per noi – ha continuato Vendola – significa avere consapevolezza delle bellezze e delle culture che abbiamo da difendere, consapevoli che lo sviluppo del Mezzogiorno si fa anche investendo in quei laboratori di conoscenza, di innovazione, di creatività che sono le Università. Questa è una bellissima notizia per Foggia, ma è una notizia importante per tutta la Puglia».

[nggallery id=”281″]

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *