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Dal Salento suggestioni preistoriche e incanti surrealisti

Una riproduzione della Grotta dei Cervi

Pitture preistoriche. Una rarità. Ma la Puglia sa sorprenderci. A Porto Badisco – una delle tante località che costellano l’offerta turistica di Otranto – fino a domenica rimane aperta, in piazzetta Consiglio, l’allestimento con fotografie a grandezza naturale di alcune delle scene dipinte nella Grotta dei Cervi  con il guano di pipistrello ed ocra rossa di oltre seimila anni fa da uomini del neolitico. La Grotta dei Cervi, di origine ipogea, è un posto suggestivo locato nel Parco Naturale Regionale Costa Otranto-Santa Maria di Leuca, uno dei complessi parietali più imponenti a livello europeo, dall’incontrastato fascino rafforzato forse anche dalla leggenda che vuole che Porto Badisco sia stata la prima sponda adriatica toccata da Enea durante il viaggio in Italia fuggendo da Troia. Il sito, scoperto nel febbraio del 1970 dal gruppo speleologico “Pasquale de Lorentiis” di Maglie, risale a più di quattromila anni e racchiude svariate immagini che rievocano la vita che si svolgeva al suo interno (uomini che tendono l’arco, presenza di donne, bambini, animali, oggetti come vasi, otri) nonché immagini dal contenuto simbolico e in alcuni casi magico. Gli ambienti tra l’altro si susseguono secondo criteri logistici: nella parte anteriore della grotta probabilmente si svolgeva il quotidiano, mentre nella zona più interna pratiche per lo più culturali.

Il "Cavalo cosmico" esposto nel cortile del Castello aragonese a Otranto

Tre i corridoi che compongono la grotta, il primo dei quali, accessibile direttamente dall’ingresso ovest, è ricchissimo di rappresentazioni pittoriche, mentre dopo circa 150 metri si diramano gli altri due più piccoli, dei quali il secondo piuttosto stretto e di ridotte dimensioni. Ma di fatto ricco di iscrizioni e di testimonianze preistoriche. Esiste poi una stanza situata in profondità, piuttosto misteriosa, detta “stanza delle manine”: qui ci sono moltissime impronte di mani preistoriche, disseminate sull’intera superficie che creano in chi vi entra un senso di angoscia e d’inquietudine, acuito dal profondo silenzio che aleggia intorno, interrotto solo qua e là dal suono delle gocce che cadono dalle stalattiti. Un mondo da sogno già approfondito da Ambiente&Ambienti che già avuto modo di parlare nel dettaglio della Grotta dei Cervi. La mostra, gratuita, rimane a disposizione del pubblico dalle 17 alle 19 (info: Michele Bonfrate 328.333.37.89).

E senza spostarci da Otranto ultimo weekend per visitare un’altra vernice, a cura di Alice Devecchi, che ha aperto ufficialmente quest’anno la terza stagione di grandi mostre al Castello Aragonese: Dalì il genio accoglie sei sculture originali in bronzo, tra le quali “Elefante cosmico” (di grandi dimensioni), e una selezione di cinquantaquattro incisioni originali che spaziano nel mondo del surreale per illustrare temi e testi letterari ancora una volta testimonianza della grande capacità grafica del maestro spagnolo (orari: 10/13- 15/22).

(Fonte: Portale ufficiale del turismo della Regione Puglia – www.viaggiareinpuglia.it ).

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