Dal Parco dei dinosauri al Museo dei pompieri, quando le visite guidate sono “alternative”

Il Parco dei Dinosauri a Borgo Celano

Il mare, ovvio. I Monti Dauni, tra genuinità delle persone e delle delizie enogastronomiche, oltre alla crescita del turismo lento. Ma la provincia di Foggia sa riservare anche altre chicche di originalità nel panorama di proposte turistiche e culturali. Una serie di parchi avventura o musei che non ti aspetti. E che diventano una curiosa e intelligente alternativa alla già corposa offerta.

Come Jurassic park. Un museo a cielo aperto (e un altro, più canonico, al chiuso), per tornare indietro di milioni di anni. Alla Preistoria. Perché a Borgo Celano, frazione di San Marco in Lamis, c’è un luogo dove immergersi nel passato attraverso strutture e tecnologie attuali del Parco Nazionale del Gargano: il Parco dei Dinosauri.

Un dettaglio del Parco dei Dinosauri

All’interno, un percorso interattivo che – alla luce degli eccezionali ritrovamenti di orme di dinosauri rinvenute nel territorio di San Marco in Lamis – propone pannelli illustrativi, filmati, diorami e ricostruzioni di luoghi basati su studi scientifici. Nello spazio del parco, poi, un sentiero illustrato da percorrere, per vivere l’emozione dell’incontro con tracce reali, anche attraverso la ricostruzione di un habitat naturale e incontaminato,. Tra piante locali e specchi d’acqua, fra tracce e impronte, ci si potrà imbattere in creature (in dimensioni reali) vissute proprio su questo territorio 120 milioni di anni fa.

Dislocato complessivamente su una superficie di 21mia metri quadri, il percorso Paleontologico dei Dinosauri propone veri calchi dei dinosauri rinvenuti in uno scavo di una cava poco distante e 27 Dinosauri animatronici. Un’esperienza unica, corredata da parco giochi, sala 3D, un laghetto e possibilità di escursioni nelle grotte. Info dinosauriborgocelano.it

Il Museo dei Pompieri e della Croce Rossa

Uniformi dei pompieri

Non va così indietro nel tempo ma ha comunque un valore storico il museo alle porte di Manfredonia, dedicato ai pompieri e alla Croce Rossa Italiana.

Un’ampia e suggestiva esposizione di 80 uniformi dei vigili del fuoco e della CRI – dalla prima metà dell’800 fino alla fine del ‘900 – accoglie i visitatori. Lungo tutto il percorso si può ammirare ogni genere di reperti, medaglie, pubblicazioni, mezzi e attrezzature appartenute ai Pompieri e alla Croce Rossa Italiana nelle varie epoche storiche. Tutto questo all’interno di uno suggestivo allestimento che che permette di immergersi nei gloriosi Corpi che negli anni hanno salvato innumerevoli vite.

Il Museo si compone di quattro diversi padiglioni, ciascuno dedicato a un pezzo di storia ed è stato progettato e curato nei minimi dettagli da Michele Guerra e sapientemente ricostruito dall’artigiano sipontino Maestro d’ascia Antonio Berardinetti.

Il primo piazzale è dedicato a San Lorenzo martire, primo santo protettore dei pompieri. Qui è esposta una ricca raccolta di notificazioni, regolamenti, libri, stampe, cataloghi, incisioni, foto che ha consentito di ricostruire nei minimi dettagli la storia del glorioso Corpo dei Pompieri.

Il secondo è dedicato a Sant’Antonio Abate, protettore di quanti lavorano con il fuoco. Il carro lettiga e lettighe di varie epoche, l’ambulanza ippotrainata, la bici soccorso, le uniformi: sono solo alcuni dei preziosi cimeli che hanno fatto la storia della Croce Rossa Italiana e che si possono visionare in questo padiglione.

Un’area del Museo dei pompieri

È dedicato a Santa Barbara il terzo padiglione, attuale protettrice dei pompieri. Qui sono esposte attrezzature, mezzi, uniformi e molti altri reperti che raccontano la storia dei Vigili del Fuoco aziendali ai quali si sono ispirati i più importanti corpi pompieristici del mondo.

L’ultimo padiglione è dedicato a San Floriano di Lorch, invocato contro le inondazioni e gli incendi. Qui sono raccolti tutti i sistemi di salvamento aerei impiegati nel corso dei secoli, tra cui la rete di salvataggio, i teli circolari da salto, lenzuola e teli tubolari di salvataggio, la rampa di discesa dei pompieri, scale a corda ed a pioli, ecc.

C’è poi la Centrale di Allarme, con l’esposizione dei vari sistemi di allarme impiegati nel corso dei secoli e l’area che riunisce i mezzi antincendio manuali, ippotrainati, motorizzati e dotati di apposita attrezzatura: dalla famosa bici dei pompieri equipaggiata per il primo intervento alle scale portatili, ippotrainate e motorizzate.

Al termine del tour, l’area ludica un cui i bambini possono dare libero sfogo al divertimento e diventare perfino dei “piccoli pompieri”. Lo spazio ludico a loro dedicato, infatti, non solo è attrezzato con diversi giochi ricreativi e playground gonfiabili, ma è adibito anche per coinvolgerli in prove di abilità, prove di spegnimento fatte con lance idriche ed estintori su simulatori di fuoco, prove di evacuazione dagli ambienti invasi dal fumo, ecc. Info museostoricopompieri.it

Museo civiltà contadina

Il Museo della civiltà contadina di Bovino

La villa, il castello, il belvedere e il caratteristico centro storico. Ma Bovino ha anche un altro asso da offrire ai turisti. Compie dieci anni il Museo della civiltà contadina, che comprende più di 500 elementi, concernenti le varie attività del mondo rurale, raggruppati secondo la caratteristica della loro funzione.

Si tratta di utensili, arnesi, congegni e strumenti del “vivere quotidiano”, memoria di riti, ambienti e abitudini di una storia spesso sconosciuta, talvolta colpevolmente ignorata, che contribuiscono, con il loro immenso potere evocativo, a raccontare e documentare lo squarcio di un’epoca.

Il museo è composto da diverse sezioni, tra cui una camera arredata che ricostruisce la tipica casa del contadino tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900 e sale che espongono cose di vita quotidiana, come quadri devozionali, pentolame in rame, bracieri, oggettistica per la pulizia della persona, cesti.  Altri due locali mostrano poi oggetti legati alla vinificazione, con una piccola cantina, una sala dedicata ai lavori della terra, attrezzi per la raccolta del grano e una sala che accoglie soprattutto gli attrezzi necessari per la lavorazione degli orti, per il taglio della legna e tagliole per piccoli animali da pelo.

Il Museo delle cere di Padre Pio

San Giovanni Rotondo ha principalmente turismo religioso. E così, oltre alla preghiera e la visita del corpo di San Pio, nella cittadina è presente anche il  Museo delle Cere di Padre Pio, creato col fine di ricostruire alcune scene che illustrano la vita e l’opera del santo da Pietrelcina. Le scene proposte sono ordinate in una precisa successione degli eventi più importanti della vita del santo. Le sculture di cera, a grandezza naturale, sono inserite in ambientazioni scenografiche precise e dettagliate.

Radio d’epoca alle Tremiti

Photo Credits: Foto di Cassinam da Wikimedia

Anche le Isole Tremiti, oltre al mare cristallino e il fascino dell’arcipelago, propongono una meta originale, nel ricordo di un grande cantautore innamorato della zona: Lucio Dalla.

È il Museo delle Radio d’epoca, che custodisce una raccolta di 360 diversi modelli di radio d’epoca dalla fine del XIX secolo sino agli anni Sessanta del XX secolo. Fanno parte della più ampia collezione privata del Cavalier Franco Pistilli appassionato del genere e che ha trascorso tanto tempo alla ricerca di ogni singolo pezzo.

Esemplari rari e quasi introvabili ospitati su due piani all’interno di un antico edificio – per mantenere viva la memoria e l’ingegno di grandi inventori, tramandarla alle generazioni più giovani che meritano di conoscere la storia che c’è dietro quelle tecnologie così innovative che oggi si danno per scontate.

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