Da Palese e Torre a Mare: a che punto sono gli studi di fattibilità?

Foto Anna Piscopo

Strutture demaniali della costa barese. Assessora Palone: “Sfruttare l’economia legata al mare”

Da luoghi di ritrovo a degrado assoluto, da cornici di piacevoli serate in riva al mare a bruttezze della costa.

Dopo tanto tempo Bari e i suoi cittadini non ci stanno più. E circa un mese fa, l’amministrazione ha inserito le sei strutture del tratto di costa che da Santo Spirito arriva fino a Torre a Mare, nel Piano delle coste comunale. Nello specifico, parliamo di: “Mitiladriatica” a Santo Spirito, gli ex ristoranti “L’Ancora” e “La Vela 2”, l’ex ristorante “Lo Svago” a San Giorgio, e Torre a Mare gli ex ristoranti “Grotta Regina” e “Lido della Polizia”. Alcune di queste sono state divorate dalle fiamme, come nel caso dell’ex Ancora a Palese.

Un secondo incendio, sul quale sono ancora in corso le indagini, è stato appiccato all’alba dello scorso 23 ottobre, quando la struttura era già in disuso. Il primo incendio, invece, risale a giugno del 2019, pochi giorni dopo la scadenza del bando del Comune per l’affidamento in gestione del locale. In entrambi i casi si è parlato di presunte intimidazioni finalizzate a bloccare l’operato “legale” dell’amministrazione. Quel che è certo, è che questa come le altre strutture demaniali sono diventate negli anni vere e proprie bombe ecologiche.

Tuttavia, la gestione del demanio marittimo, in passato svolta direttamente dallo Stato tramite le Capitanerie di porto, è stata delegata ai Comuni. Per questo, la ripartizione Sviluppo economico, in collaborazione con l’Urbanistica, ha avviato un lavoro di studio e di analisi che ha portato la giunta comunale ad approvare sei studi di fattibilità (uno per ogni struttura) che prevedono diversi interventi di recupero: dallo smantellamento parziale o totale delle costruzioni, alle realizzazioni di pontili, spiagge attrezzate, bar, terrazze, aree verdi e strutture per fare sport.

I bandi entro l’estate

“Bari torna a volgere lo sguardo verso il mare anche attraverso la riqualificazione di parti di costa, già punto di riferimento per la comunità, che grazie a una nuova attività di pianificazione e riqualificazione possono rappresentare un motore per lo sviluppo turistico ed economico della città” aveva commentato il sindaco Antonio Decaro.

Ma a che punto siamo? Lo abbiamo chiesto a Carla Palone, assessora al Commercio e al Mare del Comune di Bari. “Gli uffici stanno lavorando alla redazione dei bandi per le singole strutture. Quello dell’ex Ancora è già pronto ed è all’attenzione dell’avvocatura, dei lavori pubblici e degli uffici degli appalti. Entro l’estate contiamo di pubblicare tutti i bandi”, ha detto l’assessora.

Vent’anni sarà invece la durata della concessione agli imprenditori che si aggiudicheranno le gestioni. L’assessora Palone ha sottolineato che si tratta di una vera e propria sfida per i Bari e i baresi poiché “cambia l’immagine della città con la possibilità di avere un belvedere sul mare. Si parla tanto di Bari come città legata all’economia del mare ma la sfruttiamo poco. Ci vorrò del tempo per cambiare le abitudini. Con Torre Quetta tre anni fa fu un’altra sfida perché si puntava a creare un posto alternativo alla movida, in pieno centro”

Sfruttare l’economia legata al mare è anche l’obiettivo delle gare per la gestione di due locali sul nuovo lungomare di San Girolamo. La concessione per entrambi gli immobili avrà la durata di 12 anni.

 

 

 

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