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Cucinare in lavastoviglie

C’è chi la lavastoviglie la usa come fosse una lavatrice, stipando dentro piatti e stoviglie a rotta di collo e poi spingendo forte per chiudere il portellone senza pensarci più. Poi c’è chi invece, più aggraziato, dispone, previo risciacquo e insaponato strofinio, tutto metodicamente in fila con geometrica precisione ed equilibrio. Ma che ci fosse qualcuno in grado di cucinarci dentro, sarebbe stata scommessa non facile da vincere.

Lisa Casali, blogger di Ecocucina molto attenta all’impatto ambientale dei fornelli, ci spiega come fare a non sprecare l’energia e l’acqua utilizzata per il lavaggio dei piatti sporchi in lavastoviglie, sfruttando il calore che ne viene sviluppato, per cucinare deliziosi pasti ricchi di inventiva e gusto, grazie a un’idea che le è nata da un’amica spagnola, sviluppata nel tempo.

La lavastoviglie non supera mai i 75 gradi con un lavaggio intensivo – fa vedere anche su youtube l’ingegnosa autrice mostrando alcune delle sue ricette – ma per un dessert di mele è già sufficiente un lavaggio normale: la polpa rimane un po’ tosta, ma chi non la vuole “spappolata” ne sarà felice. Gli basterà mettere delle mele a pezzetti in un vasetto con tappo a vite, aggiungendo una punta di zucchero di canna e cannella. Et voilà. Poi sempre senza superare i 65 gradi di un lavaggio a ciclo normale, ma questa volta imbustando tutto in plastica sigillata, ne possono uscire anche tenerissime seppie da decorare con cuori di carciofo. E via così con una serie di ricette, dove è possibile risparmiar soldi oltre a ottenere cibi tenerissimi e ricchi di gusto, cotti al vapore. Senza contare che mentre la lavatrice “cucina”, la cuoca può dedicarsi ad altro senza dover vigilare sui fornelli. Senza far odori in cucina e con il privilegio di poter conservare in frigo nel tempo piatti che non hanno perso troppi liquidi e quindi che non si rinsecchiscono in un istante.

«Controindicazioni non ve ne sono – rassicura Lisa Casali – le analisi eseguite su diversi campioni di alimenti cotti in lavastoviglie hanno confermato che questa tecnica è sicura». Ossia i tensioattivi del lavaggio non entrano in contatto con i cibi che sono infatti opportunamente sigillati. Così dopo una prima parte esplicativa, il volume si sviluppa in una serie di schede, da quella introduttiva in cui si prende in esame il giusto abbinamento cibi e lavaggi (rapido/eco/normale/intensivo), alle ricette vere e proprie, corredate di invitantissime fotografie e di pratici simboli che parlano di contenitori e tempi di conservazione. Per leccarsi i baffi, dai sugarelli in crosta di semi tostati al roastbeef alle erbe aromatiche, passando per riso con scampi e scorze di limone e bocconcini di pollo con lime e zenzero, secondo menù molto raffinati che seguono e consigliano le primizie di stagione.

Da uno studio redatto su alcuni Paesi Europei si evince come il lavaggio in lavastoviglie in classe A consumi in media 15 litri di acqua e 1,5 kWh di energia (a mano 103 lt e 2,5 kWh). Perchè non seguirla in questa sua soluzione?

Lisa Casali, Cucinare in lavastoviglie – Gusto, sostenibilità e risparmio con un metodo rivoluzionario, Gribaudo, pp. 120, euro 15

 

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