CSR Online Awards: ecco i leader della sostenibilità

Quando si parla di sostenibilità, quanto sono davvero capaci di fare le principali aziende italiane?

I grandi nomi del nostro panorama economico sono in grado, oggi, di rispondere alle domande degli stakeholder e all’esigenza di trasparenza e di dialogo sempre più avvertita dal pubblico e dagli investitori? Un’attenta analisi è stata condotta dall’agenzia Lundquist nel 7° CSR Online Awards. La ricerca esamina il modo in cui le principali aziende utilizzano i canali digitali per informare e ingaggiare gli stakeholder.

Solo il 64% delle aziende italiane includono indicatori non-finanziari nei loro bilanci.

Dall’analisi compiuta emerge un dato che fa riflettere, ovvero che c’è una generale mancanza di trasparenza nella rendicontazione della sostenibilità. Questo dato ha fatto sì che il 58% delle aziende italiane siano state escluse dall’analisi presentata, e tutto questo nonostante una recente direttiva europea (direttiva 2014/95/Ue) avesse previsto la trasparenza obbligatoria. Delle 80 società quotate, specifica il report, il 36% non pubblica un bilancio con indicatori non-finanziari. Quasi nessun cambiamento, dunque, dal 37,6% del 2014. Se si confronta il dato con la media europea, inoltre, è chiaro quanto lunga ancora sia la strada da percorrere. Spicca fra gli altri Poste italiane, che non pubblica un bilancio di sostenibilità dal 2012.

Social media, storytelling e comunicazione digitale

La settima edizione dei CSR Online Awards evidenzia anche un incremento dell’attenzione rivolta alla comunicazione digitale. Aumenta in primo luogo il numero delle aziende che riportano sul loro sito le informazioni relative ai loro progetti di sostenibilità. Si fa inoltre in modo di integrare tali nei contenuti delle proprie piattaforme social. Emerge qui come il 23% dei post su Facebook delle aziende, e il 19% di quelli su Twitter, affrontino temi relativi alla sostenibilità. La sfida, qui, è generare engagement facendo perno sugli interessi degli utenti.

CSR online awards: le prestazioni sui social

Sempre più brand inoltre si affidano allo storytelling – ovvero l’arte della narrazione. La ricerca evidenzia come uno storytelling d’impatto si basi sui tre pilastri di materialità, integrazione e comunicazione visuale. Prestando particolare attenzione al modo in cui si presentano visualmente i contenuti, sono presentati esempi pratici e interviste che mostrano l’impegno dell’azienda nel campo della sostenibilità. In particolare, delle aziende analizzate, il 50% condivide storie che riguardano temi ambientali, mentre il 70% si concentra su temi sociali. Gli esempi da seguire, in questo ambito, sono quelli di Salini-Impregilo, Tim, Eni e SNAM.

CSR Online Awards: il podio e i criteri di valutazione

Quali sono allora le aziende “vincitrici”? Sul gradino più alto del podio si colloca SNAM, società leader in Europa nel sistema delle infrastrutture gas. A garantirle la medaglia d’oro, l’uso dei social media e l’attenzione al racconto delle iniziative.

CSR Online Awards – sul podio: SNAM, Eni e Tim

Medaglia d’argento per Eni, che presenta un alto numero di case studies su temi chiave, corredandoli di interviste e dati numerici. Terzo posto invece per TIM. Menzione d’onore, infine, per Salini-Impregilo, che guadagna 51 posizioni entrando nella top 10 e classificandosi come Best Improver.

Il protocollo di valutazione è articolato su 7 pilastri. Questi riguardano la concretezza nelle informazioni fornite e l’esaustività nella loro presentazione, la frequenza nell’aggiornamento e l’uso dei social media. Sono inoltre premiati i siti in cui la navigazione è user-friendly, l’integrazione del messaggio di sostenibilità nelle strategie dell’azienda e l’uso del digitale nella comunicazione dei contenuti.

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