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Crociera e ambiente: un quadro inquietante

Love boat cancellata per sempre dal cuore degli ambientalisti? Sembra proprio di sì, se si controlla la classifica 2016 delle prestazioni ambientali delle navi da crociera, stilata dalla Onlus tedesca NABU, e diffusa dall’associazione Cittadini per l’Aria in occasione dell’Italian Cruise Day (evento fondamentale per i professionisti dell’industria crocieristica nazionale), in programma domani 30 settembre a La Spezia. Diffuso anche un appello alle Capitanerie di Porto cui sono affidati i controlli delle navi nei porti italiani.

«Abbiamo invitato le CdP ad applicare con rigore la Circolare 2/2016 del Ministero dell’Ambiente (RAM. 1905/2/2016) – dichiara Anna Gerometta, Presidente dell’associazione Cittadini per l’Aria – che prevede severi controlli sull’utilizzo di carburanti con tenore di zolfo non superiore all’l’1,5% per le navi da crociera e i traghetti. Abbiamo chiesto di rendere accessibili, anche in quanto dati ambientali, i dati inerenti i controlli e le sanzioni comminate affinché sia visibile l’impegno delle CdP e quello, positivo o negativo, delle Compagnie. Naturalmente auspichiamo di poter collaborare con le CdP e con chiunque (Autorità Portuali, Compagnie, eccetera) desideri implementare le buone pratiche che consentono la riduzione dell’impatto del traffico navale nelle aree portuali, già adottate in Italia da alcune Capitanerie di Porto di concerto con le Autorità Portuali».

nave-crociera

Lo stesso vincitore della classifica, AIDA Cruises, non è affatto un modello. I controlli effettuati da NABU hanno dimostrato il mancato funzionamento delle tecnologie ambientali su AIDAprima, la più recente nave della flotta. Infine, CLIA, l’organizzazione che raggruppa le compagnie delle crociere, ha dichiarato che sono 23 le navi già dotate di filtro antiparticolato, senza tuttavia essere in grado di citarne neppure una.

Sembrano dunque ignorati i risultati di studi come quello della Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che ha confermato il carattere cancerogeno degli scarichi navali e il danno arrecato a cuore e polmoni dalle particelle di fuliggine, che vengono trasportate nell’entroterra per chilometri.

Le soluzioni tecniche per ridurre le emissioni dei motori diesel (filtri antiparticolato o catalizzatori di ossidi di azoto) sono disponibili e non vengono adottate solo per garantire un profitto ancora maggiore. «Auspicando che tra le righe del programma dell’Italian Cruise Day si annidi qualche riferimento alle performance ambientali delle navi, che noi non abbiamo colto – conclude Gerometta – con la pubblicazione della classifica riteniamo di dare il nostro contributo alla discussione e qualche elemento di conoscenza per i cittadini, in particolare per quelli che abitano nelle città di porto».

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