Cresce il biologico in Italia

Aumentano in Puglia e in Toscana le superficie coltivate, mentre i consumatori italiani preferiscono sempre più prodotti biologici sulle tavole

Aumentano i consumi del biologico. I consumatori, durante la pandemia, hanno scelto e continuano a scegliere prodotti coltivati in maniera naturale. A confermare questo trend, l’analisi di Coldiretti Puglia dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del nuovo bando del MIPAAF che destina 4 milioni di euro alla ricerca sull’agricoltura biologica.

Il Covid ha fatto crescere i consumi del biologico nel 2020 del 4%, mentre in Puglia c’è stato un ulteriore aumento dell’1% di superficie coltivata con metodi biologici e dell’1,1% di produttori e preparatori.

La Puglia è la seconda regione più bio d’Italia, con 266mila ettari coltivati e 9380 operatori, con una incidenza del 20% delle superficie biologiche sul totale.

“L’Italia è uno dei maggiori importatori di alimenti biologici da Paesi extracomunitari da dove nel 2019 ne sono arrivati ben 210 milioni di chili di cui quasi 1/3 dall’Asia – denuncia Coldiretti – per cui occorre dare al più presto seguito alla raccomandazione della Corte dei Conti europea che invita a rafforzare i controlli sui prodotti biologici importati che non rispettano gli stessi standard di sicurezza di quelli Europei. È necessario intensificare le attività di controllo e di certificazione del prodotto biologico in entrata da Paesi extracomunitari – insiste Coldiretti – anche con un maggiore coinvolgimento delle autorità doganali, al fine di garantire sia i consumatori finali rispetto alla qualità delle produzioni, sia una corretta concorrenza tra produttori intra ed extra Ue perché l’immissione di prodotti biologici sia subordinata non solo a verifiche documentali, ma anche a ispezioni fisiche e controlli analitici.”.

Le pratiche bio interessano tutti i comparti agricoli, come olivo (29%), cereali (23%), vite (6%), ortaggi (6%), dove anche rispetto al segmento dell’acquacoltura biologica, 3 sono gli impianti pugliesi.

Un’altra regione che punta sul biologico è la Toscana. Da un incontro tra Stefania Saccardi, Vicepresidente e Assessore all’agricoltura della Regione Toscana, Maria Grazia Mammuccini e Alberto Bencistà, rispettivamente presidenti della Federazione del biologico nazionale e regionale, è emerso l’impegno da parte della Regione Toscana di investire sul biologico, come metodo produttivo in grado di generare ricadute positive per l’ambiente e per il clima, di fatto in linea con le direttive europee del Green Deal e delle strategie Farm to Fork e Biodiversità.

La Toscana oggi ha una superficie dedicata al bio di oltre 190mila ettari, pari a circa il 32% della SAU Toscana e 6.000 operatori, in base ai dati ARTEA, mentre la media europea di terreni bio è del 7,5%. La Toscana potrà fare un ulteriore balzo in avanti grazie all’utilizzo dei fondi europei per il 2021-22 che saranno destinati al Piano di Sviluppo Rurale attualmente in vigore e alle scelte politiche regionali che, come ha anticipato l’Assessore, destineranno al sistema biologico nuove risorse finanziarie per accogliere tutte le domande già presentate dagli agricoltori, in attesa della piena entrata in vigore della PAC dal 2023.

Per aumentare il bio, la Toscana attiverà filiere biologiche e migliorerà l’offerta, soprattutto in rapporto alla ristorazione collettiva e ai nuovi mercati. Inoltre, punterà sullo sviluppo di una logistica sostenibile e sul rapporto con i centri di ricerca e le Università per mettere a punto tecniche innovative e programmi promozionali adeguati e specifici per le produzioni biologiche e biodinamiche.

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