Covid, Puglia divisa in due colori

Emiliano e Lopalco
Il Governatore della Puglia Michele Emiliano con l'assessore alla salute Pierluigi Lopalco

Emiliano istituisce l’area arancione per 20 Comuni nelle province BAT, Foggia e Bari

Dopo tutte le polemiche, la posizione netta del presidente dell’Ordine dei Medici Filippo Anelli, i cambi di colore ministeriali alle regioni e il dato preoccupante che dimostra come in Puglia i contagi siano in aumento (il bollettino odierno attesta che su 3821 tamponi 1001 sono positivi), il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha emanato l’ordinanza n. 448 con la quale dispone, con decorrenza dall’8 dicembre sino al 14 dicembre 2020, di configurare come “area arancione” i seguenti Comuni: Andria, Barletta, Bisceglie e Spinazzola per la provincia BAT; Accadia, Ascoli Satriano, Carapelle, Cerignola, Lucera, Manfredonia, San Marco in Lamis, San Nicandro Garganico, San Severo, Torremaggiore, Troia, Zapponeta, Foggia e Monte Sant’Angelo della provincia di Foggia; Altamura e Gravina in Puglia della provincia di Bari.

Per loro, continuano le restrizioni previste dalla Zona Arancione.

«Nei Comuni segnalati dal Dipartimento Promozione della Salute della Regione Puglia  – dichiara il presidente Michele Emiliano  – permangono situazioni di rischio epidemiologico che intendiamo controllare allungando di una settimana il regime della cosiddetta “area arancione”, nella speranza di vedere calare i contagi. Se tale circostanza si verificherà, si passerà anche nei suddetti Comuni in area gialla a partire dal 14 dicembre. L’ordinanza è stata preventivamente concordata con il Governo».

Un piccolo dietro front da parte di Emiliano che sulla sua pagina Facebook ufficiale esprimeva la sua soddisfazione per il passaggio della Puglia da Zona Arancione a Zona Gialla. Ecco il post, datato 4 dicembre 2020 alle ore 19:51:

LA PUGLIA È ZONA GIALLA

Questo significa che il nostro sistema sanitario ha retto l’ondata che nel solo mese di novembre ha portato a 35mila i nuovi contagi, quando in tutta la prima ondata erano stati poco più di 4mila.

Ha retto grazie alla programmazione fatta sulla rete ospedaliera, che ci ha consentito di allargare man mano che ne abbiamo avuto necessità i posti letto, moltiplicando i reparti di terapia intensiva dedicati ai pazienti covid, l’area medica e i posti letto cosiddetti post acuzie.

Sicuramente è un segnale incoraggiante essere tra le regioni italiane classificate in area gialla, ma questo non vuol dire affatto che il pericolo sia superato: dobbiamo mantenere sempre alta l’attenzione e rispettare le regole di prevenzione, perché il virus circola e va in ogni maniera contenuto, come lo stesso Istituto superiore di sanità ci dice di fare a causa dell’ancora elevato numero di contagi.

Resta il dolore per un numero di morti assolutamente elevato e non ci consola il fatto di essere in media con le altre regioni italiane.

Siamo in zona gialla soprattutto grazie all’organizzazione sanitaria che pur avendo tante cose da migliorare e correggere, in virtù dello straordinario lavoro di uomini e donne che da 9 mesi non hanno tregua alcuna, ha consentito alla Puglia di avere sino ad oggi una evoluzione simile a quella di altre regioni italiane con un sistema sanitario in partenza più forte del nostro.

Sostenere l’impatto del covid con migliaia di unità di personale in meno la cui assunzione ancora oggi non ci viene consentita e con centinaia di milioni di euro in meno che non ci vengono erogati dal sistema sanitario nazionale è davvero un’impresa.

Ma la Puglia come vedete non ha mollato mai.”.

Ma è evidente, sempre con i dati alla mano, pubblicati quotidianamente sul bollettino ufficiale epidemiologico della Regione Puglia e, di regola, comunicati regolarmente al Ministero, che la Puglia non è ancora pronta a cambiare colore, a maggior ragione se si considera che a breve ci sarà il rientro delle vacanze natalizie, volenti o nolenti.

Nel frattempo, molti sindaci lamentano la carenza di dati certi: sempre sui social, molti sindaci fanno il bilancio quotidiano della situazione cittadina dei contagi, ma i dati che vengono regolarmente comunicati dalla Prefettura, sembra che non corrispondano al numero reale. Insomma, tra negazionisti, complottisti, dati comunicati in maniera errata e riduzione delle restrizioni, l’opinione pubblica è allo sbando.

In una situazione sanitaria potenzialmente esplosiva, sarebbe opportuno avere il polso della situazione reale, tastare concretamente ciò che avviene negli ospedali, e non affidarsi ad un sistema numerico o ad un algoritmo.

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