Covid, ecco perché i bambini sono “protetti”

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Uno studio dell’Università Federico II di Napoli ha scoperto che una molecola recettore presente nel naso è meno attiva sotto i 20 anni

 

Scoperto un altro tassello che ci aiuta a comprendere meglio i meccanismi del coronavirus SARS-CoV-2, che provoca il Covid-19. Grazie ad una ricerca del centro di ricerca e di diagnostica CEINGE-Biotecnologie avanzate dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II e dell’Ateneo Federico II.

I ricercatori del centro, che opera nel campo delle malattie onco-ematologiche, delle malattie genetiche ereditarie e acquisite, delle malattie congenite del metabolismo, delle malattie rare e delle malattie neurodegenerative, mentre stavano studiando i meccanismi di attacco del virus del Covid attraverso le prime vie respiratorie in soggetti al di sotto dei 20 anni, hanno scoperto che una molecola chiave che apre le porte al virus è meno attiva a chi rientra in questa fascia d’età.

I medici e i ricercatori non riuscivano a comprendere perché i bambini e i giovani con meno di 20 anni sono generalmente più resistenti a contrarre l’infezione da Covid, sono spesso asintomatici, il quadro clinico è meno complesso, caricando sul tratto gastrointestinale, e la mortalità è decisamente inferiore a quella degli adulti.

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Analizzando i campioni biologici delle vie respiratorie e dell’intestino, il gruppo di ricercatori ha scoperto che la molecola Neuropilina 1 del tessuto epiteliale nasale dei bambini è molto meno espressa rispetto agli adulti.  Attraverso questo recettore il virus SARS-CoV2 entra nelle cellule e si diffonde nell’organismo. La Neuropilina1 ha quindi un ruolo cruciale nel consentire l’attacco al recettore ACE-2 con cui la proteina spike del Coronavirus si lega per entrare nelle cellule dell’ospite.

Lo studio, che sarà pubblicato sul prossimo numero della prestigiosa rivista Frontiers in Pediatrics, nasce dalla collaborazione tra vari gruppi coordinati da Roberto Berni Canani, professore di Pediatria dell’Ateneo Federico II e Principal Investigator del CEINGE-Biotecnologie Avanzate e membro della Task Force per gli studi del Microbioma dell’Università di Napoli Federico II, e da Giuseppe Castaldo, professore dell’Università Federico II, Principal Investigator e coordinatore della Diagnostica CEINGE, che hanno lavorato con i gruppi di ricerca dell’Università degli Studi Federico II, guidati da Elena Cantone e Nicola Gennarelli, e dell’Università Vanvitelli, guidati da Caterina Strisciuglio.

Il titolo della pubblicazione sarà: Frontiers in Pediatrics 2021 – Age-related differences in the expression of most relevant mediators of SARS-CoV-2 infection in human respiratory and gastrointestinal tract– Roberto Berni Canani, Marika Comegna, Lorella Paparo, Gustavo Bruno, Cristina Bruno, Caterina Strisciuglio, Immacolata Zollo, Antonietta G Gravina, Erasmo Miele, Elena Cantone, Nicola Gennarelli, Rita Nocerino, Laura Carucci, Veronica Giglio, Felice Amato Giuseppe Castaldo.

«Abbiamo identificato un importante fattore in grado di conferire protezione contro SARS-CoV-2 nei bambini – afferma Roberto Berni Canani – che si aggiunge ad altri fattori immunologici che stiamo studiando. La definizione di questi co-fattori sarà molto utile per la creazione di nuove strategie per la prevenzione e il trattamento del COVID-19».

Grazie a queste ricerche, dunque, abbiamo armi in più contro il virus e stiamo imparando rapidamente a comprenderne i meccanismi e le sue evoluzioni. La sua altissima virulenza e contagiosità ha preso in contropiede la scienza, ma la ricerca sta guadagnando velocemente terreno, studiando dettagliatamente il suoi meccanismi e il suo ciclo vitale. Di questo passo, presto potremo anche anticipare le sue mosse. Questa scoperta aprirà la strada a nuove terapie e a nuovi vaccini che permetteranno di agire in maniera mirata contro la propagazione di questo virus, che continua a mutare e a diffondersi rapidamente, ma permetterà alla scienza anche di comprendere le dinamiche di infezione di altri agenti patogeni che potrebbero svilupparsi in futuro.

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