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Covid, Bolzano riparte con il turismo e la sostenibilità

Aree Covid-free nelle strutture ricettive, test gratuiti e agevolazioni per tutti i turisti. Un modello di rilancio anche sostenibile che può essere un punto di riferimento per tutti

Bolzano è tra le prime zone turistiche che ha già tutto pronto per ospitare i vacanzieri italiani e stranieri. Le parole d’ordine sono distanziamento sociale, accoglienza, flessibilità, privacy, igiene, sicurezza e sostenibilità.

Il turismo COVID a Bolzano

Tutte le strutture ricettive sono attive per ricevere i turisti dopo l’emergenza COVID, sanificando regolarmente con prodotti specifici ogni camera e ogni area comune. Kit di benvenuto con mascherine, gel igienizzante e oggetti per la cura della persona rigorosamente usa e getta, possibilità di mangiare in camera senza sovrapprezzo e di disdire le prenotazioni entro le ore 18 del giorno prima senza penale. Si potrà utilizzare il servizio da asporto e la consegna a domicilio, ingressi separati in alcune strutture e orari estesi per le sale fitness. Insomma, ogni necessità può essere soddisfatta nel rispetto del distanziamento sociale.

Ma a Bolzano le strutture ricettive hanno angoli verdi di rara bellezza. Grazie agli ampi spazi, parchi, giardini, vigneti, valli, sentieri, agriturismi e aree verdi in genere, ogni turista può godersi lo spettacolo della natura in ogni sua forma senza dover condividere gli spazi con altre persone.

Per rispettare le misure di sicurezza, gli albergatori hanno allestito anche aree Covid-free dove si entra solo dopo aver effettuato il test. Anche in questo caso, è un’offerta dell’albergo, non un obbligo.

Si parte il 3 giugno, quando si potrà viaggiare tra regioni. L’Alto Adige sta anche attuando il Bonus vacanza 2020 che prevede un contributo fino a 500 euro per la vacanza. Può essere utilizzato dal 1 luglio al 31 dicembre 2020. L’80% sarà uno sconto sull’alloggio e il 20% sarà una detrazione sul credito d’imposta.

Tutte le informazioni sono reperibili sul sito dell’Azienda di Soggiorno e Turismo di Bolzano.

La cabinovia di Val d’Ega

In attesa del turismo invernale, nel cuore delle Dolomiti, in Val d’Ega, sono iniziati i lavori per la realizzazione di una cabinovia a basso impatto visivo e ambientale. L’impianto di risalita, progettato dall’architetto italiano Werner Tscholl, prolungherà la seggiovia Tschein dell’hotel Moseralm, consentendo così di raggiungere a piedi le sponde del Lago di Carezza. Essendo interrato, l’impianto sarà praticamente invisibile, si vedranno soltanto le aperture di ingresso e d’uscita delle cabine e l’accesso alla galleria immaginata per il transito di escursionisti e sciatori verso le piste da sci e i sentieri dei dintorni. Una scala mobile e un ascensore condurranno direttamente dal livello di sbarco al piano dell’attuale Laurins Lounge, davanti alla quale si aprirà una terrazza che, seguendo lo sviluppo dell’edificio, sfocerà in un ampio punto panoramico. Già dal prossimo Natale, sarà dunque possibile accedere alla meraviglia del Catinaccio senza barriere e con modalità ecologiche. Questa opera ricorda molto la suggestiva leggenda del palazzo sotterraneo che Re Laurino, sovrano dei nani, possedeva tra le rocce del Catinaccio.

L’idrogeno e la mobilità sostenibile

Nell’ottica di un turismo rispettoso della natura e della sostenibilità, Daniel Alfreider, assessore alla Mobilità della provincia di Bolzano, spiega che è stato approvato il Piano Strategico per l’energia e la mobilità per stoccare l’energia elettrica ricavata con l’idrogeno. In questo modo, Bolzano, oltre a puntare su una mobilità pubblica a zero impatto e sull’uso di biciclette, sta sviluppando un progetto che, lungo l’asse del Brennero, sulla A22, possa realizzare un corridoio dell’idrogeno entro il 2021. Sono 5 le colonnine previste, una si trova allo svincolo Bolzano Sud. C’è già un accordo per i test con i mezzi pesanti. Alfreider spiega che con gli investimenti sull’idrogeno, le emissioni di CO2 saranno tagliate del 45% entro il 2030. Secondo i dati in possesso dell’assessore, il 40%  delle emissioni di biossido di carbonio nel territorio proviene dal traffico stradale.

In questo modo, Bolzano può diventare un punto di riferimento ambientale oltreché turistico. Se la sua “ricetta” è vincente, come dimostrano i dati, potrebbe diventare un modello importante non solo per l’Italia. Necessaria, però, la partecipazione di tutti, dalla politica, ai privati, ai comuni cittadini.

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