Cotture e sprechi energetici. Frittura ok, spreconi forno e griglia

olio frittura

La classifica “energivora” dei metodi di cottura dall’Osservatorio sugli sprechi energetici di NeN in collaborazione con Chef in Camicia. Pentola a pressione, microonde e sottovuoto sono una soluzione ideale

A chi è mai capitato di soffermarsi a pensare a quanto può incidere una cottura rispetto a un’altra sulla bolletta magari proprio nel bel mezzo della realizzazione di una ricetta? Probabilmente a pochi di noi, ai più potrebbe sembrare un calcolo ininfluente, ma la realtà dei fatti è ben diversa.

A scattare una fotografia sui consumi energetici delle differenti metodologie di cottura è stato l’Osservatorio sugli sprechi energetici di NeN, prima startup EnerTech in Italia, in collaborazione con Chef in Camicia, media company italiana che racconta il mondo del food attraverso contenuti video originali.

Un test con le patate

L’analisi ha preso in considerazione diverse preparazioni come frittura, bollitura, cottura in padella, pentola a pressione, microonde, forno, sottovuoto e griglia elettrica (per la cottura con padella o pentola è stato considerata il piano cottura con piastra a induzione) e come alimento benchmark la patata, tubero diffuso nelle ricette di tutta Italia, che si presta molto bene a essere cotto con qualunque metodo si voglia.

Analizzando le diverse preparazioni è emersa una classifica che in alcuni casi può davvero sorprendere.

Friggere fa risparmiare (ma la linea…)

Al primo posto tra i metodi più parsimoniosi la frittura (in pentola). Infatti con soli 3 minuti di cottura e un consumo di 30 watt/ora risulta essere il metodo che permette un risparmio di energia maggiore (meno per la salute). Ma basta utilizzare la friggitrice ad aria, tanto cool di questi tempi, per vedere balzare i consumi a 233 watt/ora per 10 minuti di cottura.

Una buona soluzione è la, tanto cara alle nostre nonne, pentola a pressione, tornata in auge da qualche anno a questa parte permette una cottura veloce e salutare mantenendo allo stesso tempo un consumo contenuto di energia. Per cuocere la patata infatti bastano 15 minuti e soli 150 watt/ora di consumo energetico.

Microonde è ok?

pentola_stefano ferrario Pixabay
Con la bollitura il consumo di energia si attesta a 300 watt/ora (foto Stefano Ferrario da Pixabay)

A metà classifica segue l’utilizzo del microonde. In questo caso anche se la potenza utilizzata dall’elettrodomestico è più elevata (1000 watt), il tempo ridotto di cottura, solo 10 minuti, permette un certo risparmio in termini di consumi, con 167 watt/ora.

In quarta posizione troviamo due metodologie tra le più comuni in cucina. Infatti che si utilizzi la bollitura o in alternativa la cottura in padella, in entrambi i casi ci vorranno 30 minuti per cuocere la patata con un utilizzo di watt/ora che si attesta a quota 300.

 Maglia nera dello spreco a formo e griglia elettrica

Le note dolenti arrivano con le preparazioni con griglia elettrica e forno. Queste due cotture che chiudono la classifica sono le più energivore. Ma se con la prima per 15 minuti di cottura si arrivano a consumare 425 watt/ora, la preparazione in forno della patata arriva a consumare fino a 800 watt/ora, dovuto ai tempi più lunghi di cottura (circa 40’). Ma non tutto è perduto perché il forno ha la sua rivincita con la cottura sottovuoto che dimezzando i tempi e i watt necessari (500 contro i 1200) permette di consumare solo 167 watt/ora.

 

 

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