Non più di due giorni fa ho avuto il piacere di parlare ad un gruppo di ragazzi di un liceo barese. Mi è stato chiesto dalla loro docente di italiano di parlare in classe di “casi positivi” nella società, per non perpetuare la convinzione che il mondo sia caratterizzato da degrado, dal “male”, spiegando invece che esistono delle positività. È un modo per insegnare agli studenti che il “bello” può esistere e vincere. Ho iniziato parlando di una recente proposta di legge sulla bellezza e del rapporto con gli ecomostri (di cui ho parlato poco tempo fada queste pagine). Ho quindi fatto alcuni esempi virtuosi sul nostro territorio e poi ho spiegato ai ragazzi che loro hanno un compito fondamentale, quello di studiare, apprendere, analizzare criticamente, di credere in un futuro migliore, non necessariamente governato da incapaci. Ho parlato loro anche del progetto per la legalità, in cui la loro scuola – come molte altre a Bari – è da tempo impegnata. I ragazzi mi sono sembrati entusiasti, mi hanno parlato di alcuni casi di studio nei loro comuni, con partecipazione indescrivibile. Mi hanno parlato di “pulizia”; ho visto mancanza di inquinamento delle loro idee, fiducia nella legalità, frutto di quel lavoro intenso che i loro docenti fanno giorno dopo giorno, al di fuori del protagonismo, indipendentemente dai guadagni. Devo dire che i docenti e i ragazzi mi fanno credere in un futuro migliore e danno a me, che sono anche uno degli attori delle trasformazioni del territorio attraverso la mia professione, la speranza del valore delle mie azioni e la forza per essere in mezzo a loro.
Leggo intanto sulla Repubblica l’interrogativo se la tangente è una necessità. Qualcuno attacca i magistrati che la combattono, la ritiene elemento fondamentale che supporta e rende anzi possibile il mercato internazionale. Probabilmente anche quello italiano, visto che la Corte dei Conti ha puntato di nuovo in questi giorni il dito sulla corruzione, una delle piaghe più penose dell’Italia. Io penso anche alla gente che soffre e che non ha da mangiare; vedo come tutto questo strida con i miei valori e con quello che si insegna ai giovani.
Ritornerò a spiegare ai ragazzi che per essere sul mercato internazionale si possono pagare tangenti a politici e manager (è bene che lo sappiano) oppureintessere relazioni con i politici che nominano i manager e proporre loro interventi a sostegno dell’occupazione in quei paesi, costruire scuole ed ospedali, inviare manager e ingegneri capaci che possano aiutarli ad uscire dalle difficoltà.
Insomma cedere all’estero la nostra creatività e la nostra capacità di essere grandi, di vedere il futuro, cedere la nostra esperienza e le nostre lotte nel passato contro la povertà, dare loro la speranza che le cose possano cambiare. E nel contempo divulgare tutto ciò. Dare sostegno attraverso le nostre ambasciate ai loro bisogni, fornendo fiducia e proponendo loro un futuro migliore, invitando i loro ambasciatori in Italia a prendere atto delle positività nel nostro paese, delle tecniche vincenti, dell’esportabilità delle nostre politiche nei loro paesi, pur con gli adattamenti necessari. Ma insomma crediamo o no nelle nostre capacità e nella possibilità di produrre sviluppo? Ci sono due modi di vedere il mondo: quello delle tangenti e quello della traduzione delle immense risorse sprecate in tangenti in progetti di sviluppo e di sostegno alle sofferenze. Non sono sogni ma ideali, quelli che ci hanno fatto crescere e che vanno al di là delle posizioni politiche di destra o di sinistra.
Se non capiamo questo dovremo continuare a credere che la tangente debba rimanere anche in Italia e che sia necessario eleggerla a strategia di successo, strappando risorse al benessere della gente, al territorio, all’ambiente, alla salute, alle nostre speranze di trasferire ai nostri ragazzi ciò che a noi è stato trasferito, a costruire il loro futuro, il loro successo, la loro felicità.
Per la Corte dei Conti la corruzione non incide solo per 60 miliardi all’anno – più che una finanziaria – ma va ben oltre: incide su un sistema produttivo che ne risulta viziato ed anomalo. Ed inoltre uccide le speranze di cambiamento; uccide il futuro. Avevo già scritto in un editoriale sulla corruzione che il sistema sembra più inquinato degli anni ’90 ed è vero: la corruzione si è nobilitata e si è fatta furba, circola in Italia e all’estero attraverso le consulenze, le quote societarie, le azioni, le plusvalenze. E non si incassa in Italia ma nei paradisi fiscali. In Italia cede inoltre ai politici ingenti somme in contanti o “bancomat”. La corruzione inoltre si nobilita, assume partecipazioni azionarie e quote di società, opera non per il prossimo ma spesso per far crescere il valore delle quote e delle azioni che poi rivende all’estero, nei paradisi fiscali.
Ora la corruzione ha anche paura e si affida alle difese e al sostegno di coloro che vogliono legittimarla.
Ma è vero tutto questo che sta accadendo? Richiamo i miei amici politici, di destra e di sinistra, puliti e colti, a reagire e definire alleanze trasversali per definire appena eletti poche ma urgenti leggi , tra cui la legge elettorale. Quindi tornare a votare.
Un messaggio a Monti e Bersani, nonché a coloro cui sta a cuore il futuro dei nostri ragazzi: sottoscrivete un accordo pre-elettorale in tal senso. Molti, se non hanno chiarezza, voteranno Grillo con la speranza di farne un farmaco, per distruggere un tumore che pervade il nostro paese.
A volte però i farmaci distruggono anche quello che c’è di buono. Evitiamolo.


