“Così stanno umiliando il mare”: in un documentario le Isole Tremiti e la sfida alle microplastiche

Isole Tremiti/ Foto Giulia Cimarosti

Un documentario per fotografare un fenomeno tanto diffuso quanto pericoloso: la presenza di microplastiche in mare. Il lavoro di Giuseppe Barile toccherà anche le Isole Tremiti, un paradiso costretto ad accogliere i rifiuti trasportati dalle correnti

Legambiente e Touring club le hanno appena consacrate con la Bandiera Blu. Nella tradizionale Guida de “Il mare più bello 2021”, la riserva marina compresa nel Parco nazionale del Gargano ha ottenuto le 5 vele.  Perché le Tremiti costituiscono un suggestivo mondo a sé.  San Domino è la più estesa e verde, San Nicola, che pur essendo la più piccola è quella che ospita l’unico centro abitato vero e proprio e la sede Comunale, infine Capraia è la più rocciosa e selvaggia delle tre ed è completamente disabitata. È possibile fare escursioni, godervi l’isola in bicicletta, vivere il mare e degustare i prodotti locali. È tra i primi comuni ad aver adottato il plastic free.

Un paradiso, sostanzialmente. Peccato, però, che qualcuno stia cercando di rovinarlo. E nonostante siano diventate anche covid free’dopo la vaccinazione di massa, le Isole Tremiti si scoprono invase da microplastiche. Senza colpa.

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Dalle Isole Tremiti/ Foto Giulia Cimarosti

Oggetto di studio e documentazione, con il lavoro che ricostruisce impietosamente la presenza delle micro-plastiche nel mare che circonda le Isole Tremiti. A firmarlo è Giuseppe Barile: un documentario (che vedrà la luce nei prossimi mesi) girato e realizzato in collaborazione con il Cnr di Genova e Lesina. Con un obiettivo tanto diretto quanto ambizioso: sensibilizzare l’opinione pubblica e le persone a un uso consapevole e sostenibile delle plastiche.

Implacabili microplastiche

Il lavoro di Barile e dello staff di Nira Studios è partito dai dati. Crudi, diretti ma, come sempre, tanto freddi da risultare inopinabili. Hanno ripreso i dati contenuti in una ricerca pubblicata nel 2018 da Cnr di Genova, Università Politecnica delle Marche e Greenpeace Italia che lascia poco spazio alle incomprensioni: “Nelle acque marine superficiali italiane si riscontra un’enorme e diffusa presenza di microplastiche comparabile ai livelli presenti nei vortici oceanici del nord Pacifico, con i picchi più alti rilevati nelle acque di Portici (Napoli) ma anche in aree marine protette come le Isole Tremiti (Foggia)”. La produzione di plastiche – ribadisce il dossier – è esponenzialmente aumentata negli ultimi 50 anni: solo nel 2015 sono stati prodotti 300 milioni di tonnellate e ogni anno in mare ne finiscono circa 8 milioni di tonnellate.

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Lo staff di Nira Studios al lavoro

La “sfida” di Barile e del suo staff sarà ora quello di rendere in immagini e parole questi numeri.  «I dati e le statistiche ti allarmano ma fino a quando non vedi dal vivo gli effetti, non ti accorgi appieno del fenomeno», spiega la fotografa Giulia Cimarosti, interna alla troupe di Barile.

Ma quale sarà il format e il linguaggio per spiegarlo? «Non sarà un documentario che punterà il dito contro qualcuno in particolare, perché siamo sostanzialmente tutti responsabili. Il nostro obiettivo non è quello di accusare ma soprattutto di spingere alla riflessione. Non è possibile – evidenzia la fotografa Cimarosti – che una bellezza incontaminata come quella delle Isole Tremiti debba essere messa in pericolo dal comportamento dell’uomo».

E’ proprio questo il punto focale. Le Isole Tremiti non ‘pagano’ questa pubblicità negativa per proprie colpe o strategie sbagliate. «Ci sono microplastiche che arrivano da centinaia di chilometri lontano. Trovano ‘casa’ alle Tremiti ma senza che i cittadini o turisti ne abbiano direttamente e concretamente colpa. Pertanto le tremiti diventano solo un pretesto da cui partire per evidenziare questo malcostume».

Microplastiche alle Isole Tremiti/ Foto Giulia Cimarosti

Tra rabbia e frustrazione, in sostanza, «serve maggiore consapevolezza – rimarca Cimarosti -.  Le Tremiti si trovano ad accogliere, loro malgrado, rifiuti di plastica trasportati dalle correnti e le risacche continuano a portarne altri».

Il pensiero a Lucio Dalla

E chissà cosa direbbe un amante vip delle Isole Tremiti, colui che le scelse come suo ‘buen retiro’. Lucio Dalla lo aveva già detto, con le strofe della sua ‘Com’è profondo il mare’ nata proprio, stando alle ricostruzioni, tra queste calette. “Frattanto i pesci, dai quali discendiamo tutti, assistettero curiosi  al dramma collettivo di questo mondo, che a loro indubbiamente doveva sembrar cattivo“. Saranno meno curiosi ma più impauriti i pesci di oggi, ma resta uguale un concetto: “Così stanno uccidendo il mare, così stanno umiliando il mare, così stanno piegando il mare“.

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