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Così Bari si veste di nuovo

La città metropolitana di Bari cambia e si sviluppa; questa trasformazione è un momento che coinvolge il partenariato pubblico e privato. In questo modo l’amministrazione comunale intende portare avanti il lavoro di definizione della nuova città, partito con il piano strategico metropolitano Terra di Bari 2015. Una delle zone, alla quale adesso s’intende mettere mano, è il sistema Porto-Fiera-San Girolamo.
Ambient&ambienti ha così rivolto alcune domande al prof.  Nicola Martinelli, responsabile scientifico degli studi fattibilità del Politecnico di Bari.

Porto turistico nell’ansa di San Cataldo

Quali sono le caratteristiche di questi studi di fattibilità?
«Questi studi di fattibilità sono previsti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti come supporto al coinvolgimento del partenariato pubblico-privato per progetti di trasformazione urbana sostenibile. E’ per l’area occidentale di Bari, tra il Porto, la Fiera e San Girolamo, che si sottopongono a valutazione sette progetti che ereditiamo dal Piano strategico Metropoli Terra di Bari 2015».

In concreto cosa sarà realizzato?
«Sono sette progetti di varia natura che prevedono la dotazione infrastrutturale per la città, dal Porto turistico nell’ansa di San Cataldo, alla nuova viabilità camionale, o di servizi di rango elevato, fra i quali il secondo Palazzo di Giustizia, la Cittadella della creatività nell’area della Vittoria tra il vecchio stadio ed i mercati generali ortofrutticoli. Sono previsti, inoltre, servizi per la città, come la nuova sede municipale che fu posta a concorso tempo fa».

Questi progetti hanno avuto già una copertura finanziaria?
«Questi progetti si dividono in opere pubbliche cosiddette “fredde” a finanziamento pubblico (come per esempio la camionale, il secondo Palazzo di Giustizia), “calde”, ai quali i privati possono essere interessati alla realizzazione e gestione attraverso finanza di progetto, e “tiepide”, per le quali è necessario un intervento pubblico, oltre quello del privato. Il Ministero, in un momento di crisi così forte, intende capire se ci sono investitori privati interessati a partecipare».

Bisognerà, quindi, attendere prima di vedere la realizzazione di questi progetti?
«Certo non sono d’immediata realizzazione. Sono meta-progetti, cioè un’idea progettuale, già messa a verifica sui costi, fattibilità urbanistica e sostenibilità ambientale e sociale. Ma penso che il Porto di San Castaldo ed il municipio siano due opere di prossima realizzazione».

Quanto occorrerà a livello di finanziamenti e di tempo?
«Non è facile dirlo. La camionale, che è l’opera più costosa, per esempio, presenta tre variabili di tracciato e sette possibili varianti al tema delle intersezioni con il traffico urbano. E’ tramontata finalmente l’idea di fare dell’asse nord-sud una strada per il traffico pesante commerciale dal Porto all’autostrada o zona industriale. E’ ritornata, invece, l’ipotesi per una bretella camionale».

Progetto del waterfront del quartiere San Girolamo di Bari: l'acquario

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