Cosa leggere a Natale? Quattro idee regalo per sè e per gli altri

A Natale non regalarti un libro, regalati oppure dona un'esperienza

Dalla leggenda su San Nicola all’ecosistema naturale da salvaguardare: alcuni consigli di lettura per le prossime festività nel segno del rispetto dell’ambiente

Natale. Tempo di calore, di affetti, di voci che risuonano ovunque, fuori e dentro di noi. Tempo di dolci pause e di ritmi meno frenetici. Per questo, mettetevi comodi: vi proponiamo quattro letture, o idee regalo (per voi stessi o per altri) per vivere a pieno anche questo Natale. In realtà più che di libri, sarebbe meglio parlare di “esperienze”, dal momento che ogni testo rappresenta un mondo, con i propri simboli e con l’ambizione di catturare il lettore.

Da Nikolaus, la leggenda del Natale di Roberto Marius Treglia e Alberto Greco (“Vesepia” – Erga edizioni), un’opera multimediale pensata per i ragazzi, a Anche a te e famiglia, un originale insieme di risposte alle tante domande che aleggiano sulla notte più misteriosa dell’anno. Opera firmata da Isabella Dalla Vecchia e Sergio Succu.

E ancora: da Il piantastorie: la vite, pianta da campagna, progetto editoriale a cura di Antonio Pascale con le illustrazioni di Matteo Riva, per finire con Elogio della crescita felice contro l’integralismo ecologico di Chicco Testa (Marsilio editori).

Immergersi nel Natale con “Nikolaus”

Dagli autori di Wonder Christmas Land, il magico spettacolo di Natale ne centro storico di Gallipoli (Puglia)

Sicuri che un libro lo si possa soltanto sfogliare? Nikolaus è una vera e propria immersione nella magia della festa più amata dell’anno, tra musiche inedite, video animazioni, audio narrazioni, contenuti multimediali, attivabili con qrcode, visioni a 360° e in realtà aumentata. Da un’idea di Roberto Marius Treglia e Alberto Greco, creatori di Wonder Christmas Land – Gallipoli (direzione artistica di Poieofolà-CostruzioniTeatrali), è in pratica la prima produzione editoriale salentina interattiva dedicata alla festa per eccellenza, una storia inedita sulla leggenda di san Nicola raccontata in rima dall’elfo Dorobelto. “Nikolaus è il nostro antidoto ad un periodo festivo che si preannuncia di limitazioni. In attesa di riabbracciarci prestissimo, prendete in mano il nostro natale e portatelo con voi” hanno detto gli autori.

Al centro di questo libro multimediale c’è la storia inedita sulla leggenda di san Nicola raccontata in rima dall’elfo Dorobelto, che accompagna il lettore in un viaggio attraverso mondi virtuali, tra leggende nordiche e universali messaggi di fratellanza, curiosi personaggi e magiche creature, per conoscere la storia di babbo natale, questa volta pensata e raccontata interamente in rima.
La narrazione è in ottonari in rima baciata e il libro si divide in nove capitoli, distinti per temi e argomento, ognuno dei quali composto da tre strofe di dodici versi, tutte accompagnate da tavole illustrate da Marco Ventura.

Un modo di filtrare la realtà e coglierne il lato magico, in un anno in cui non sarà possibile assistere di persona a spettacoli natalizi, e non solo, a causa delle limitazioni per contenere l’emergenza pandemica in corso.

L’immancabile tormentone: “Anche a te e famiglia”

Chi di noi non ha pronunciato almeno una volta la classica frase in risposta agli auguri di buon Natale e felice anno nuovo: Anche a te e famiglia”? E la celebre frase è anche il titolo del libro scritto a quattro mani da Isabella Dalla Vecchia e Sergio Succu (luoghi misteriosi Libri) che cerca di rispondere alle tante domande sulla festa più antica e magica di sempre. Il sottotitolo infatti recita: “Il Natale che non ti aspetti: segreti e curiosità della notte più attesa dell’anno”. Tante le domande: Perché facciamo gli auguri, i regali, addobbiamo l’albero, ci appendiamo le luci, attacchiamo una ghirlanda alla porta e se nevica facciamo pure il pupazzo di neve?

Dalla penna di Isabella Dalla Vecchia e Sergio Succu (luoghi misteriosi Libri)

Un libro che parte dal tempo degli Etruschi, dei Greci e dei Romani, quando chi faceva gli auguri, era un sacerdote e lo faceva per lavoro. Il sacerdote era chiamato àugure e aveva una grande conoscenza degli elementi naturali e del simbolismo. Il suo compito era quello di leggere e interpretare il volo degli uccelli. Perché erano gli esseri viventi più vicini agli dèi e considerati spesso loro messaggeri. Un esito non sempre positivo: ogni volta che un àugure era in azione c’era da tremare, perché potevano esserci buone o pessime notizie.

Ed è solo il primo capitolo…

Il Piantastorie: la vite, pianta da campagna

Un progetto editoriale realizzato da Bayer, azienda da sempre impegnata nel promuovere un’agricoltura sostenibile e attenta alle sfide del nostro tempo. Si chiama appunto “Il piantastorie”: otto racconti dedicati alle piante di città e di campagna scritti da Antonio Pascale e illustrati da Matteo Riva per avvicinare il grande pubblico alla storia delle piante più comuni e della vegetazione tipica del nostro Paese.

Un viaggio nel verde tra storia, letteratura, arte e poesia disponibile nella sezione Coltura&Cultura.it – lo spazio digitale di Bayer dedicato a storie, protagonisti e novità dell’agricoltura italiana – i racconti saranno svelati una volta al mese in un percorso esperienziale alla scoperta di quattro piante di città e quattro di campagna: tiglio, pino, ciliegio, olivo, platano, quercia. vite.

Ogni mese un racconto, in formato digitale, sulle piante di campagna e di città (progetto Bayer)

Antonio Pascale lavora a Roma come ispettore agrario al Ministero delle politiche agricole e forestali. È scrittore, saggista, autore teatrale e televisivo. Scrive per giornali, tra cui Il Corriere, Il Foglio, Il Mattino, e alcune riviste: Mind, Le Scienze e Limes. Si occupa di divulgazione scientifica; le piante sono a sua passione, per questo lo chiamano “Il Piantastorie”.

Matteo Riva, invece, è grafico e illustratore. Lavora come designer per riviste, giornali, agenzie, e come art director/giornalista visivo presso VITA (la rivista italiana del Terzo settore).

“Elogio della crescita felice” di Chicco Testa

Qual è il nostro impatto sugli ecosistemi naturali? È la domanda a cui cerca di rispondere Chicco Testa, politico, manager, già presidente di Legambiente e di Enel, con “Elogio della crescita felice contro l’integralismo ecologico”. Dalla catastrofe pandemica all’emergenza ambientale, dalla crisi climatica a quella petrolifera, l’invito è a mettere da parte ideologie, luoghi comuni e “decrescite infelici” per comprendere la portata del nostro impatto sugli ecosistemi naturali.

Il terzo libro di Testa pubblicato con Marsilio editore (settemre 2020)

A destra come a sinistra, sui social o a cena tra amici, tutti si dicono “ambientalisti”. Ma se in questa categoria rientrano opinioni spesso in contraddizione tra di loro, negli ultimi tempi sembra essersi imposta un’unica narrazione, che vede nella parte della vittima, assediata dalla presenza umana, il pianeta Terra, e come unica soluzione per evitare l’estinzione quella di rallentare la corsa del progresso, e decrescere così felicemente verso un mondo più giusto e sostenibile per tutti. Da qui la necessità di sostenere il progresso scientifico ed economico, unico in grado di migliorare l’efficienza energetica, diminuire l’inquinamento atmosferico e garantire ricchezza e benessere per le generazioni future.

Passando dai falsi miti dell’agricoltura biodinamica e della pericolosità degli Ogm a casi concreti come quelli di ex Ilva, Tap e 5G, l’autore offre un vademecum per difendersi dagli estremismi dell’ecologismo radicale e ribadire che il principale nemico dell’ambiente non è l’uomo, ma la povertà.

 

Articoli correlati