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Corte Costituzionale boccia abolizione Province

La Corte Costituzionale ha bocciato l’abolizione e la razionalizzazione delle Province deliberata dal governo Monti. Le Province riacquistano i poteri e le competenze originarie e scompaiono le Città Metropolitane.

La sezione pugliese dell’UPI (Unione Province Italiane) ha sempre criticato il provvedimento del governo Monti. L’abolizione delle Province, secondo il presidente UPI Francesco Schittulli, è stato un tentativo di taglio di spese indiscriminato, finalizzato solo a favorire la centralità governativa dello Stato e delle Regioni: l’incidenza delle Province sul bilancio dello Stato è infatti stimata attorno all’1,25%.

Il governo Letta ha previsto un disegno di legge costituzionale che ridisegnasse l’attribuzione dei poteri sia a livello centrale che periferico. Notizia dei giorni scorsi, però, è la presentazione di un ddl costituzionale che prevede soltanto l’abolizione delle Province. Tutto ciò, osserva UPI Puglia, «in barba ai 40 e più saggi insediati proprio a questo fine dal Ministro per le Riforme e degli esiti del sondaggio on-line voluto per ascoltare il parere, l’opinione dei cittadini sulle Riforme».

«Nonostante la delegittimazione subita – dichiarano i presidenti delle Province Pugliesi – noi restiamo fermi ai nostri posti, perché siamo stati regolarmente eletti per tentare di rendere servizi ai cittadini, nonostante i tagli di risorse operate sia dalle Regioni e sia dallo Stato». Nei prossimi giorni, l’Unione delle Province Italiane presenterà una proposta di riforma costituzionale.

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